Vogliamo un presidente autoritario o autorevole?

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Con un doppio articolo, a nome del presidente onorario della Pro Olgiata, Giuseppe Musti e della Associazione Pro Olgiata, scritto con ogni probabilità dal suo direttore giornalista Alessandro Marucci, viene prospettata nell’ultimo numero de La Quercia come soluzione migliore  per il bene dell’Olgiata ”cambiare lo Statuto”, e quindi difatto tradirlo, per mantenere alla guida del Consorzio il Cda scaduto ma “collaudato”, con un presidente “autoritario ma autorevole”. 

Il collega ha associato due parole che sono in antitesi, ma che ben riflettono la differenza tra l’avv. Giuseppe Bernardi e l’avv. Michele Montesoro che sabato prossimo si contenderanno la guida del Consorzio. Il primo è certamente autoritario, come sanno bene i quattro consiglieri che si sono dovuti dimettere nel corso del suo doppio mandato (Foschi, Santiapichi, Assumma, Aiuti) o il direttore per la sicurezza Giovanni Caputo, che è stato licenziato perché si era opposto ad alcune promozioni di vigilantes. Il secondo è certamente autorevole, avendo ricevuto l’incarico dalla squadra avversaria e dai numerosi supporter che la sostengono, dall’ing. Augusto Casagni all’arch. Alessio Fontanesi, dal dott. Maurizio Foschi al dott.Antonio Apostolo, questi ultimi ex consiglieri del Consorzio. 

Autoritario (dal latino auctoritas), lo ricordiamo a noi stessi, è colui che fonda la sua azione su un modello gerarchico, che esige obbedienza in tutto ciò che riguarda le sue decisioni, siano esse più o meno corrette. Diverso è il concetto di autorevolezza (dal latino gravitas) che non viene imposta, e si basa piuttosto su una qualità riconosciuta a chi, dimostrando un atteggiamento partecipativo piuttosto che direttivo, ha la capacità di coinvolgere gli altri e influenzarne i comportamenti. 

Musti non cade in questo errore, ma dà un benestare più che altro al suo vecchio amico Felici e solo per estensione agli altri componenti del vecchio Cda  (senza chiedersi per esempio perché il consigliere Cristiano Barbarossa, ex presidente di Pro Olgiata non abbia dato la sua disponibilità a ricandidarsi. Se se lo fosse chiesto avrebbe scoperto che Barbarossa è stato sempre  contrario a superare i due mandati). Il vecchio Cda dovrebbe continuare, secondo l’attuale presidente onorario della Pro Olgiata,  perché ”conosce le carte”, in particolare quelle con il Comune. Dall’intervista rilasciata da Bernardi nello stesso numero de LaQuercia sembra che le carte le continui a interpretare più che a comprenderle, come spieghiamo in un altro articolo. 

Credo, poi, che l’amico Musti sarà rimasto sorpreso che senza “conoscere le carte”, la nuova squadra, ancor prima di essere eletta, abbia ottenuto che la Commissione Urbanistica del Consiglio comunale ponesse all’odg in tempi brevissimi il “salvataggio” e il prolungamento della Convenzione con l’Olgiata, grazie in particolare alle iniziative dell’arch Arnaldo Veggi e della dott.ssa Paola Villa, che hanno dialogato in queste ultime settimane con il Comune. E ciò dopo che l’attuale Cda ha nascosto per molti mesi “le carte” ai consorziati, che ne sono stati compiutamente edotti solo grazie al blog di Olgiata Nostra.

La Quercia sostiene, infine, che la squadra in cui figurano oltre all’avv. Michele Montesoro (socio fondatore della Pro Olgiata) il dott. Claudio Carnevale, la dott.ssa Paola Villa, il dott. Giammarco Altarocca, l’arch. Arnaldo Veggi, il prof. Felice Ancora, il comandante Valerio Pocek, il comandante Giovanni Caputo e il consigliere Cinque Stelle del Municipio XV, Emanuele Anzoino, sarebbe inadatta, perché due membri (Veggi e Anzoino) hanno un contenzioso in corso con il Consorzio (che hanno dichiarato di voler abbandonare in caso di nomina). Questo contenzioso si basa su diritti riconosciuti da due sentenze (primo e secondo grado) del Tribunale di Roma, che il Consorzio guidato dall’avv. Bernardi ha perso con un onere per i consorziati di alcune decine di migliaia di euro. 

Last but not least, come ci si può fidare dei consigli di un periodico che censura tre articoli scritti da ex soci autorevoli della Pro Olgiata (Augusto Casagni, Alessio Fontanesi e Maurizio Foschi)? Come fondatore della Pro Olgiata e della Quercia sono profondamente indignato che la Quercia sia diventata ultimamente espressione di un gruppo di potere, invece che la voce articolata dell’intero comprensorio, come è sempre stata.

Enrico Morelli