Un’Olgiata unita per trattare con il Comune di Roma. No al cambio dello Statuto ma sì a Bernardi

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Pubblichiamo un “manifesto” del Consiglio Direttivo di Olgiata Nostra in vista della prossima scadenza elettorale e dei futuri rapporti del Consorzio con Roma Capitale.

L’imminente scadenza della proroga del Comune per l’acquisizione delle opere primarie e secondarie di urbanizzazione del comprensorio e la richiesta, risalente a un anno fa, del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica di Roma Capitale al Consorzio della documentazione tecnica necessaria alla consegna delle opere suddette hanno messo in agitazione i consorziati che temono la fine imminente del comprensorio privato e chiuso dell’Olgiata, come paventato dallo stesso Cda in occasione dell’assemblea del 1 dicembre scorso.

“Senza un accordo con il Comune di Roma”, ha scritto il presidente del Consorzio Giuseppe Bernardi “il destino sarà quello di rinunciare ai benefici economici e sociali dell’ombrello protettivo di cui la comunità si è dotata all’origine”. Insomma, l’Olgiata finirà come Casalpalocco.

Di fronte a questa eventualità, temuta da tutti i consorziati, si stanno raccogliendo firme per stravolgere lo Statuto del Consorzio in modo da concedere un altro mandato triennale all’attuale Consiglio e in particolare al suo vertice, anche se il 75% dei consorziati bocciò l’anno scorso un tentativo di proroga, che avrebbe comportato una modifica statutaria, disertando l’assemblea straordinaria.

Il Consiglio direttivo di Olgiata Nostra, che ha incontrato nelle ultime settimane molti consorziati, considera la modifica proposta dello Statuto un’inversione nella gestione democratica del Consorzio, che non garantisce lo sbocco positivo di un accordo con il Comune promesso da sei anni da questo Cda, ma non ancora realizzato.

Il Consiglio direttivo di Olgiata Nostra ritiene invece che si debba scrivere una pagina nuova nella vita del comprensorio, dimenticando le lotte intestine che hanno impedito finora di prolungare o rinnovare la Convenzione scaduta nel 2008 e che il Comune aveva dato la disponibilità a rinnovare già 10 anni fa. Infatti, il 26 giugno 2008 il Consiglio Comunale di Roma votò all’unanimità la mozione n.12 con la quale impegnava il Sindaco e la Giunta ad attivare ogni strumento utile e necessario “per procedere in via urgente e nel minor tempo possibile alla nuova convenzione urbanistica tra il Consorzio Olgiata ed il Comune di Roma”. Il rinnovo non avvenne perché il nuovo Statuto del Consorzio fu bocciato dal Tribunale di Roma.

Sono stati persi quindi 10 anni, e ora rischiamo perfino che il progetto sicurezza, l’apertura del terzo varco e l’estensione dell’illuminazione diventino investimenti inutili. Mentre ancora c’è tanto da fare (come per esempio rinnovare impianti vecchi di mezzo secolo, a partire da quello irriguo). Ma per ottenere una lunga concessione, possibilmente fino alla scadenza del Consorzio (2100) bisognerà assumersi degli impegni e soprattutto dimostrare che l’intera comunità dell’Olgiata, almeno sul comprensorio privato e chiuso, la pensa allo stesso modo.

Olgiata Nostra è quindi contraria a modifiche statutarie di qualsiasi tipo e si sta attivando per proporre una nuova squadra di consorziati. Tuttavia, avendo molto a cuore la trattativa con il Comune, per un irrinunciabile senso di responsabilità verso i consorziati tutti, non è contraria ad avvalersi della “disponibilità” manifestata dall’avv. Bernardi a collaborare per raggiungere l’intesa, così come egli ha fatto anche prima dei suoi due mandati quando il Consorzio era guidato dall’ing. Maurizio Munno. I destini del Consorzio debbono comunque essere immaginati e condivisi con tutti i consorziati.

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