Una ferita del passato che pesa sul nostro futuro

0
322

Come i nostri lettori ricorderanno il sito di Olgiata Nostra è stato l’unico ad informare i consorziati della recente sentenza di appello con la quale il Consorzio è risultato soccombente nella causa di impugnazione della delibera assembleare che diede il via alla transazione con Sales sud per l’acquisizione delle aree verdi.

Si tratta di una sentenza “storica” per i sostenitori della tesi che, per la natura di determinate deliberazioni  assembleari, occorra l’unanimità dei consensi, e non sia quindi sempre sufficiente il solo voto della maggioranza. La sentenza è di secondo grado e ancora il Consorzio può far valere le sue ragioni in Cassazione (ed è auspicabile che lo faccia), ma non possiamo non prenderne atto, anche se non siamo convinti che il Consorzio possa assimilarsi a un condominio.

L’acquisizione dei terreni a verde, un tempo di proprietà della Sales, – esprime in sintesi la sentenza – implica degli oneri e dei costi che si riflettono su tutti i consorziati, da cui è necessario il consenso di tutti.  Il giudice ha pertanto dichiarato nulla tale deliberazione assembleare e ha dato torto al Consorzio – allora presieduto dall’avvocato Bernardi – per aver ritenuto sufficiente deliberare a maggioranza, seppure in una assemblea straordinaria, richiamandosi alla natura giuridica di associazione in capo all’ente.

Perchè riprendiamo oggi a parlarne? Perchè l’acquisizione dei terreni, come molti ricorderanno ha “spaccato” la comunitá olgiatina, tra favorevoli e contrari. I favorevoli erano convinti che tale operazione fosse indispensabile a evitare lo spezzettamento dei terreni, speculazioni varie, ecc, tra questi, in prima fila le due associazioni Olgiata Nostra e Pro Olgiata.

Altri invece erano contrari o più semplicemente avevano dei dubbi: alcuni perché convinti che l’operazione comportasse futuri gravosi oneri di manutenzione, altri perché poco convinti dell’ acquisizione tout court, in particolare delle strade che devono essere oggetto di riconsegna al Comune (e dunque ad accollarsi responsabilità e relativi oneri, senza aver la certezza di mantenerne il pieno possesso), altri, ancora, perché timorosi di dover pagare tasse di registro elevate. Alcuni, infine, seppure favorevoli all’acquisizione delle aree verdi da parte del Consorzio, si ponevano il dubbio se una deliberazione assunta a maggioranza potesse essere sufficiente, tenuto conto che fin dall’inizio ne era stata minacciata l’impugnazione da parte di alcuni consorziati.

Tra questi ultimi anche alcuni consiglieri stessi del CdA che, volendo maggiori chiarimenti sull’atto di transazione e pretendendo di poterne approfondire le implicazioni, da parte di propri esperti, manifestarono una riserva motivata e presero tempo nel dare il proprio consenso al potere di firma del presidente alla transazione. Come è noto il presidente è il rappresentante legale del Consorzio che può firmare gli atti necessari amministrativi, ma deve essere autorizzato dal CdA, in quanto il presidente ne è solo il “Primus Inter Pares” e il potere di gestione è attribuito dallo Statuto al CdA.

Molti lettori ricorderanno che da qui si generò una crisi interna al CdA, sfociata addirittura nella convocazione di un’assemblea, da parte del presidente, tesa a sottoporre a sfiducia tali consiglieri da parte dell’Assemblea, risoltasi poi in extremis, ma solo con l’intermediazione addirittura di avvocati nominati da una parte dai consiglieri di “opposizione” e dall’altra dal resto del CdA.

Invece di rimboccarsi le maniche e tentare di superare l’impasse all’interno del CdA, il presidente Bernardi preferì una “crociata”, generando in poco tempo una situazione che mai era stata così paradossale e incandescente, all’interno della comunitá olgiatina, durante la quale le stesse Associazioni “Olgiata Nostra” e “Pro Olgiata”, da sempre sostenitrici dell’acquisizione dei terreni, convinte della bontá e della legittimitá delle tesi divulgate dall’allora presidente del Consorzio – avvocato di fama e loro stesso associato fondatore – si schierarono a fianco di quella parte del CdA che, dipingeva i restanti consiglieri di “opposizione” come ostruzionisti,  lasciando trasparire che il retroscena altro non era che “la vicinanza a Pulcini”, che della transazione che i consorziati avevano votato era la controparte.

In quell’occasione sono state raccontate molte diverse versioni di quanto avveniva in Consiglio di Amministrazione, e non è nostra intenzione rivangarne i ricordi né le polemiche.

Fatto sta che alla luce della recente sentenza che ha dato torto al Consorzio e a Bernardi che lo presiedeva, e ha dato ragione a chi ha impugnato l’assemblea, e che indirettamente ha quindi dato anche ragione ai dubbi di quella “minoranza di opposizione” interna al CdA che raccomandava una maggior cautela e un approfondimento ulteriore, anche le opinioni allora espresse da parte di “Olgiata Nostra”, a cui “La Quercia” stessa diede eco, allineandosi, vanno doverosamente riviste.

Questi consiglieri di “ opposizione” (come noi stessi li chiamavamo) Apostolo, Poletto e Pocek (l’avvocato Santiapichi siera già dimesso, ma “idealmente”, possiamo ricomprenderlo ) – si sono trovati assediati e giudicati mediaticamente e anche ingiustamente apostrofati, mentre la realtà è semplicemente che essi avevano dei dubbi legittimi che esercitavano nella funzione di amministratori, essendo stati chiamati a deliberare il potere di firma del presidente Bernardi all’atto di transazione, senza poter neanche approfondire le conseguenze che l’atto di transazione poteva implicare.

Buona parte dei loro dubbi ha trovato eco nell’esito stesso della sentenza. Ne va dato, quindi, atto. Niente a che vedere con l’ostruzionismo “etero diretto”, che ci fu fatto credere allora da via Bragaglia, da cui le critiche prendevano quotidianamente origine.

Di questo “Olgiata Nostra”, compreso chi oggi firma e allora per la Pro Olgiata intervenne su “La Quercia”, chiede scusa. Chiede scusa ad Apostolo, Poletto e Pocek (e Santiapichi)  perché le loro ragioni sono state travisate.

Enrico Morelli, Augusto Casagni, e Paola Villa per “Olgiata Nostra”


LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here