Un uovo di Colombo per l’Olgiata

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L’Olgiata si presenta all’appuntamento più importante della sua storia (una nuova convenzione con il Comune di Roma) profondamente spaccata. Da una parte c’è la pretesa da parte di un gruppo di persone che fanno capo all’avv. Giuseppe Bernardi e all’ing. Pierandrea Felici, ex presidente della Pro Olgiata (ormai assente dal dibattito olgiatino se non con il bimestrale La Quercia) di cambiare lo Statuto e continuare a guidare il comprensorio e dall’altra Olgiata Nostra, un’associazione che esiste da circa 10 anni e che ha messo insieme alla vecchia opposizione a Bernardi la squadra del cambiamento  o della Nuova Olgiata, guidata dall’avv. Michele Montesoro. Due squadre coordinate da due noti e affermati avvocati con due visioni diverse di gestione del comprensorio. Da una parte un avvocato, Bernardi, che ha militato in Olgiata Nostra per essere eletto due volte e che poi ha preferito crearsi un gruppo personale di amici e clienti che lo appoggiano in qualsiasi sua idea. In questo bacino elettorale  converge Pierandrea Felici, che grazie alla sua ex presidenza della Pro Olgiata,  alla sua attività nel Rotary Club dell’Olgiata e soprattutto alle conoscenze che ha potuto moltiplicare con l’assidua presenza in via Bragaglia, può contare su molte deleghe. Un altro punto di forza di Bernardi è rappresentato da Paola Caruana (diventata la sua persona di massima fiducia), pronta ad assumere incarichi delicati ma anche a far circolare attraverso WhatsApp le più discutibili opinioni del “guastatore” Giorgio Fabbi. La Caruana ha accesso a tutte le email dei consorziati e qualcuno pensa che le utilizzi per fare propaganda. Nel “cerchio magico” di questa “forza politica” ultimamente sono entrati sia Roberto Bianchini sia Musina Cremonesi. Il primo come responsabile dei lavori, interessato a valorizzare l’Olgiata, auspica la continuità dell’attuale Cda e diffida di alcune frange dell’opposizione. La seconda, da sempre più critica verso Bernardi, sembra sia stata “folgorata sulla via di Damasco” da quando il Cda ha deciso di proporre una spesa di mezzo milione di euro per illuminare le strade private. Questo è l’amalgama che unisce la forza che vuole continuare a governare l’Olgiata piegando lo Statuto alle proprie volontà. E lo fa esercitando la spregiudicatezza che gli deriva dall’esercizio del potere come si può vedere dalla gestione della Vigilanza o dal caso Munno.

Come si è formata invece la squadra della Nuova Olgiata che è coordinata dall’avv. Michele Montesoro? L’associazione Olgiata Nostra attraverso il  suo presidente, Enrico Morelli, che gestisce questo blog, ha avviato sin dall’inizio dell’anno un intenso dibattito tra i soci e i simpatizzanti per spezzare questo blocco “clientelare” che si è costituito intorno a Bernardi e Felici (a danno delle Associazioni) e ha ricucito i rapporti con tutti i consiglieri dell’opposizione che hanno fatto parte degli ultimi due Cda. Si è creato un fronte vasto, mediamente più giovane, e quindi più determinato a ostacolare chi vuole piegare le regole del gioco ad ambizioni smisurate di potere, camuffate dalla necessità di dare continuità al Cda, che ha avuto sì il merito di valorizzare l’Olgiata con il piano sulla sicurezza, il terzo varco e la passeggiata sulla strada B, ma ha dimenticato che queste opere le avevano chieste da tempo le due Associazioni del comprensorio. 

I candidati della Nuova Olgiata sono sponsorizzati da figure molto stimate, da Augusto Casagni ad Alessio Fontanesi, da Antonio Apostolo a Maurizio Foschi, da Vincenzo Prati a Peleo Pellegrino e anche da vecchi amici di Bernardi, come Fiorenzo Saturni e Xavier Santiapichi, insieme alla coppia Poletto-Russo. Queste persone che hanno come interesse comune il bene dell’Olgiata non certamente in misura inferiore al vecchio Cda sono riuscite a mettere insieme una squadra che al di là delle indubbie professionalità che esprime si distingue per lo spirito di lavoro collegiale. E anche per la sua pragmaticità. Ha visto che il Cda uscente è stato gravemente carente sui rapporti con il Comune di Roma e ha fatto conoscere a tutti i consorziati lo stato dell’arte, che purtroppo è molto preoccupante. E ha cominciato ad agire, con risultati positivi che saranno presto annunciati. Ha poi preso atto di due sentenze esecutive sfavorevoli al Consorzio che rendono illegittima l’acquisizione dei terreni e delle strade della Sales sud e ha deciso di proporre uno stop ad ulteriori investimenti del Consorzio, anche in funzione della scadenza della proroga della Convenzione  con il Comune di Roma. I candidati della Nuova Olgiata (oltre a Montesoro, Carnevale, Altarocca, Villa, Veggi, Pocek, Altarocca, Caputo e Anzoino)  propongono inoltre di rivedere la spesa consortile per renderla più efficiente e trasparente, nonché di rafforzare la direzione e l’ufficio tecnico del Consorzio.

E’ possibile far convivere le aspirazioni delle due squadre? Qualcuno ritiene che se si vuole cambiare lo Statuto per elevare i mandati da due a tre si può trovare anche la soluzione per “riunificare” l’Olgiata, per esempio limitando a cinque, per ciascuna squadra, i candidati eleggibili sui nove previsti. Si formerebbe così una maggioranza e una minoranza. Tutti sarebbero rappresentati, tutti sarebbero informati, e forse si potrebbe ritrovare quell’unità necessaria per parlare con una sola voce, soprattutto verso un interlocutore esterno, che oggi si chiama  Comune di Roma. Un vero uovo di Colombo? Forse un semplice compromesso.

Enrico Morelli