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Il Consorzio riprenda il servizio della raccolta della spazzatura

Con un’intera pagina sulla cronaca di Roma del Corriere della Sera di oggi il presidente del Consorzio Giuseppe Bernardi denuncia la mancata raccolta della spazzatura da parte dell’AMA minacciando una class action. La minaccia dell’avv. Bernardi si aggiunge alla denuncia dei disservizi nella raccolta dell’immondizia presentata alcuni mesi fa alla Procura di Roma, dopo che un centinaio di consorziati avevano protestato presso l’ ufficio di Via Bragaglia. La denuncia di Bernardi, come era facilmente prevedibile, non ha spaventato l’AMA né spinto la Procura ad agire di propria iniziativa. E’ il Consorzio, quindi, che deve riprendere l’iniziativa se vuole risolvere la questione.

Né serve il suggerimento dell’ex presidente del Consorzio Maurizio Munno che propone, sempre sulle colonne del Corriere della Sera di oggi, di esercitare pressioni sui politici in occasione delle prossime elezioni politiche. E’ bene ricordare ai lettori, peraltro, che se ci troviamo nelle attuali condizioni è in buona parte l’effetto della decisione presa dall’assemblea dei Consorziati alcuni anni fa, su iniziativa di Munno, di trasferire all’AMA la raccolta dei rifiuti, con la giustificazione di risparmiare 100 mila euro. Ma “i padri” dell’Olgiata che nel 1954 adottarono lo Statuto del Consorzio avevano ben chiara la situazione dell’amministrazione pubblica e avevano inserito tra i compiti del Consorzio la raccolta dell’immondizia. Quindi Olgiata Nostra propone di reintrodurre nello statuto l’obbligo di raccogliere la spazzatura e di chiedere immediatamente al Comune la riduzione equivalente della TARI, la tassa sui rifiuti. Se il Comune non dovesse accogliere questa proposta si può passare all’azione legale che come tutti sanno, e Bernardi meglio di altri, ha tempi certamente non brevi. I lettori a questo punto si chiederanno quale costo potrebbe avere la raccolta diretta dell’immondizia del Consorzio. Considerato che il Consorzio ha già degli impiegati, che certamente non sono occupati tutto l’anno, e il cui organico potrebbe essere accresciuto di qualche unità, il costo potrebbe aggirarsi sulle 300 mila euro l’anno, che corrisponderebbe a un incremento della bolletta del consorzio di circa il 6 per cento, più o meno l'ammontare della la riduzione attesa dalla revisione delle carature, che da troppo tempo ormai attende una decisione definitiva del Tribunale di Roma. In ogni caso, questo aggravio dovrebbe essere compensato dalla riduzione della TARI.

 

Redazione Olgiata Nostra

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