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All'assemblea della Pro Olgiata il "j'accuse" di Musti ai consiglieri del Consorzio

L’assemblea annuale della Pro Olgiata è durata oggi meno di due ore, ma è stata sufficiente a fotografare la crisi dell’associazionismo nel comprensorio. La partecipazione è stata di appena 35 persone, compresi il vice presidente del Consorzio Pierandrea Felici, e dei consiglieri Roberto Bianchini e Ferdinando Aiuti. L’assemblea è stata presieduta dal presidente onorario Giuseppe Musti che, con una vitalità sorprendente, ha lanciato il “j’accuse” contro chi guida il Consorzio: “Non dimenticate egli ha detto che sono state le associazioni come la Pro Olgiata (e noi aggiungiamo Olgiata Nostra e soprattutto questo blog seguito da oltre 4 mila lettori) a portarvi alla guida del Consorzio e a queste persone dovete dar conto”. Ma alla riunione aperta a tutti non si sono neppure presentati i consiglieri del Consorzio che hanno guidato la Pro Olgiata fino all’altro ieri, come Barbarossa e Assumma. E neppure ex presidenti come Munno. Qualcuno ha subito notato quanto fosse stata inopportuna la stessa riunione presso il ristorante Ribot, che ha costruito su un terreno inedificabile dell’Olgiata (anche se, per quanto se ne sa, legittimamente) e ora sembra che i suoi proprietari abbiano deciso di alzare la quota di costruzione di alcuni metri (vedi foto notizia).

L’assemblea ha certificato, quindi, il malessere del comprensorio dovuto al livello di insicurezza e alla mancanza di una prospettiva certa del comprensorio chiuso. Pende infatti la spada di Damocle del Comune che con la determina dirigenziale del 15.12.2011 ha prorogato al massimo fino al 2020 il trasferimento “in proprietà e la formale consegna all’Amministrazione capitolina nello specifico delle seguenti aree: aree di sedime delle infrastrutture per circa mq. 244.000) e relative infrastrutture (rete stradale principale, rete di fognatura, impianto di innaffiamento e impianto di illuminazione pubblica); aree di riserva destinate ad attrezzature scolastiche e a verde”. Ricordiamo che la determina conclude: “gli interventi di manutenzione straordinaria di ogni infrastruttura dovranno ottenere il benestare dei competenti uffici prima della loro realizzazione”.  Ora il Consorzio si accinge a presentare alla prossima assemblea dei soci alcuni investimenti importanti che comporteranno la spesa di diverse centinaia di migliaia di euro senza al momento poter disporre di alcun accordo con il Comune, anche se il presidente Bernardi e il consiglieri Aiuti hanno avuto degli incontri al livello di Municipio XV e pare anche del Campidoglio, su cui però viene mantenuto un inspiegabile riserbo.

Il prof. Aiuti non ha ritenuto infatti utile far conoscere alcunché alla riunione odierna,  mentre il vice presidente Felici ha concentrato il suo intervento sui disservizi dell’AMA. Il consigliere Bianchini ha tranquillizzato infine una signora preoccupata per l’apertura del terzo varco affermando che sarà più sicuro degli attuali ingressi. Alla fine non sembra che i veri problemi dell’Olgiata siano stati affrontati. Di chi è la colpa? Dei consiglieri che voltano le spalle alle associazioni che si sono prodigate per farli eleggere? Dei consorziati che non partecipano alle riunioni delle associazioni? Al fatto, come qualcuno sostiene, che il Consorzio andrebbe guidato da un manager ben pagato e non da volontari?  Certo è che di passi per organizzare e valorizzare l’Olgiata se ne compiono troppo pochi e nessuno dovrebbe sorprendersi se i valori immobiliari ne risentono.

 

Redazione Olgiata Nostra

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