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L’avv. Giuseppe Bernardi decise quattro anni fa di porre la sua candidatura alla presidenza del Consorzio spegnendo le speranze di Pierandrea Felici che dalla presidenza della Pro Olgiata pensava di poter sostituire senza difficoltà Maurizio Munno, al timone dell’Olgiata da dieci anni. Con il supporto di Olgiata Nostra e della Pro Olgiata sia Bernardi sia Felici furono eletti alla guida del Consorzio, ma con una maggioranza risicata di cinque consiglieri contro  quattro. Una agguerrita minoranza, composta da Xavier Santiapichi, Antonio Apostolo, Laura Poletto, Valerio Pocek, al di là di ogni previsione, si installò in Via Bragaglia.

Per far fronte a questa situazione il presidente Bernardi coltivò l’idea di rendere compatto il Consiglio attraverso una ripartizione dei compiti che potesse accontentare tutti. Ma questo progetto ambizioso si rivelò velleitario dopo pochi mesi. La minoranza si opponeva sia sull’accordo con la Sales per la transazione sui terreni inedificabili sia alla modifica dello Statuto (due indubbi meriti di Bernardi e della sua maggioranza). E soprattutto si opponeva alla trasformazione del Consorzio in un'associazione riconosciuta. Un obiettivo ancora mancato dal presidente Bernardi. Ma quel che è peggio, dopo qualche tempo, il Consiglio dovette rinunciare a consiglieri della maggioranza come Maurizio Foschi, ex direttore generale degli Aeroporti di Roma,  in disaccordo con la linea del presidente.

Alla fine del primo mandato anche Santiapichi ha preferito dimettersi e nel frattempo furono cooptati due consiglieri, Germano Assumma e Musina Cremonesi. Al secondo mandato Bernardi è riuscito a ottenere una maggioranza schiacciante e un Consiglio apparentemente coeso, grazie alla campagna capillare organizzata dalle due associazioni del comprensorio, Olgiata Nostra e Pro Olgiata e, soprattutto grazie al nostro blog. L’unanimità di consensi cui Bernardi aspirava da tempo è sembrata finalmente a portata di mano. Ma neppure questo mandato sembra andare come il famoso avvocato dell’Olgiata vorrebbe. Germano Assumma si è dimesso un po’ per problemi di lavoro e un po’ perché il suo piano sicurezza non ha mai visto la luce. Ci sono altre dimissioni all’orizzonte? Al momento no, ma Cristiano Barbarossa non va d’accordo con il presidente e il suo rapporto sembra essersi incrinato dopo il comportamento pilatesco del Consorzio nei confronti della licenza di costruzione ottenuta dai proprietari del ristorante Ribot, addirittura su un terreno inedificabile! Se per Bernardi il Consorzio è una rosa, e sappiamo che non lo è, certamente non è priva di spine.

La litigiosità sposata alla permalosità sono di fatto i veri padroni dell’Olgiata. Questo bellissimo comprensorio in cui ho la fortuna...

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