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Il modo inusuale cui il Consorzio risponde alle critiche costruttive di Olgiata Nostra sul piano della sicurezza dimostra l’incapacità della presidenza di dialogare con le associazioni del comprensorio. Le associazioni, sembra di capire, vanno assecondate e coccolate durante la campagna elettorale e poi tenute a debita distanza durante la gestione del Consorzio. L’intermediazione delle associazioni che cercano di approfondire i temi del comprensorio viene ritenuta utile solo a parole, ma in verità considerata scomoda. Siamo certi che l’idea avanzata ieri da Olgiata Nostra per una commissione consultiva sul progetto sicurezza, composta da consorziati con persone di grande esperienza e addirittura proprietarie di società del ramo quotate in Borsa non sarà presa minimamente in considerazione. La parola d’ordine sembra quella di ignorare qualsiasi proposta provenga da Olgiata Nostra, l’unica associazione che non si è allineata al nuovo corso, in cui comanda solo un consorziato, il più uguale degli altri, per dirla con George Orwell. Per fortuna le idee di Olgiata Nostra vanno avanti da sole. E la necessità di un piano per la sicurezza, invocato dalla nostra associazione quattro anni fa, con un grande convegno al Golf Club, vede finalmente la luce. E non l'unica idea. Anche il terzo varco promosso da Olgiata Nostra con una petizione firmata da quasi un centinaio di consorziati, condivisa dalla Pro Olgiata,  portata avanti in Consiglio soprattutto da Roberto Bianchini e progettata da un consigliere di Olgiata Nostra, Simone Patriarca, sta per diventare realtà. 

Probabilmente il Cda del Consorzio esulterà per il risultato dell’assemblea di ieri...

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