email
password

Giorgio Fabbi, come il suo mentore, ignora il nome del sito di Olgiata Nostra, perché evidentemente non lo considera all’altezza, anche se è la prima cosa che legge la mattina. Oggi, dopo quattro giorni trascorsi a trovare una exit strategy, visto che è stato colto con le mani nella marmellata, tenta di spiegare non solo i suoi intenti, ma addirittura quelli del presidente del Consorzio, Giuseppe Bernardi, comunicando che quest’ultimo non ha intenzione di indire un’assemblea straordinaria. Dopo l’insuccesso del maggio scorso ci sembra un ritorno alla ragionevolezza. E i lettori ci scusino se noi ci abbiamo messo lo zampino. 

Ma veniamo ai fatti, come li racconta il noto “petizionista” che vorrebbe impedire l’apertura del varco di fronte la stazione della metropolitana Olgiata. La principale ragione sarebbe che i consorziati non avrebbero versato i soldi per l’investimento. Non sappiamo dove abbia appreso questa notizia, visto che le spese per il varco sono state pagate al 100%, contrariamente alle rate per la sicurezza. Quindi semmai bisognerebbe fermare il piano per migliorare la sicurezza, di cui non ci spieghiamo i ritardi, per la felicità dei ladri che proprio ultimamente hanno preso di mira pure le ville intorno alla residenza del presidente del Consorzio. 

Registriamo comune la versione di Fabbi: 
“Domenica u.s. sono uscito di casa per cercare il prof. Bernardi da Ribot: la macchina era lì e lui pure. Desideravo avvertirlo della mia idea, tanto che durante la conversazione è casualmente arrivato pure il progettista del varco, cui non abbiamo nascosto l’argomento che infatti pochi minuti dopo è rimbalzato fino alla costa atlantica. Il termine della petizione l’ho deciso io, fine Luglio, perché in tre settimane chi c’è, c’è. Perchè la petizione? Perchè noi abbiamo iniziato un lavoro costoso e necessario, il progetto sicurezza, ma il 25% circa dei consorziati, per diversi motivi, non contribuisce. Per fare anche il varco potremmo dovere indebitarci, e a me francamente far debiti non va. C’è chi è abituato a ottenere finanziamenti, che però non sempre restituisce. Io no. Andare in assemblea e rinviare di 3 anni i lavori significa dare tempo al Comune di collegare via Conte con via Pullè e di fatto realizzare l’equivalente del varco. Poi c’è da verificare se effettivamente i consorziati lo vogliono questo varco, perché solo il 18% lo ha votato, perlopiù grazie al sistema delle deleghe. Non c’è nessun interesse da parte del Presidente di fare altre assemblee straordinarie. Qui di straordinario c’è solo la fantasia di chi mi da addosso, a me, che faccio tutto questo senza gravare di un centesimo sul Consorzio. Spero aver chiarito. Noi non abbiamo i soldi per tutto quello che abbiamo votato di voler fare.”

Ancora un commento: nessuno ha mai parlato di indebitarsi, anche se ciò sarà inevitabile in futuro per rifare l’impianto irriguo. Il 18% dei residenti che avrebbe votato a favore è una pura “distrazione di massa” lanciata dal “petizioniere”. La maggioranza in assemblea è stata di circa il 60% e non del 18%. Sul fatto che poi Fabbi non farebbe nulla per aumentare le spese del Consorzio dissentiamo: una nuova assemblea costerebbe tra i 10 e i 15 mila euro. 

Un noto personaggio del Consorzio Olgiata, nel tentativo di screditare il sito di Olgiata Nostra, ha messo in giro la “notizia” secondo cui...

10 motivi per aderire a Olgiata Nostra

Leggi lo statuto

Diventa Socio





Ville&Casali