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Bianchini: "Il Golf Club è il cuore dell'Olgiata"

“La Club house del Golf Olgiata potrebbe diventare il centro di aggregazione dei residenti del Consorzio e l’incubatore per i nuovi giocatori del circolo”. Lo sostiene Roberto Bianchini, consigliere del Consorzio Olgiata e da alcuni decenni socio giocatore del Club più bello d’Italia e uno dei primi 100 del mondo. Bianchini, che si è occupato in particolare dello sviluppo commerciale di diversi importanti istituti bancari, ha una ricetta per rilanciare il Golf Club dell’Olgiata e invertire la tendenza che ha colpito tutto il mondo del golf italiano negli ultimi anni di crisi dell’economia, ovvero l’abbandono di uno sport che è diventato una spesa da tagliare per il 30 per cento dei golfisti italiani. In cosa consista la ricetta Bianchini lo spiega egli stesso in questa intervista ad Olgiata Nostra.

D. Molti soci si lamentano che le ultime politiche di marketing del golf non abbiano funzionato, in quanto hanno concesso gli stessi diritti a nuovi iscritti che pagano quote inferiori a quelle prevista per il capofamiglia giocatore, pur non avendo acquisito lo status di socio effettivo.

R. “Le azioni promozionali attivate dal Golf sono assolutamente apprezzabili sia per l’impegno che per i risultati anche  se  inferiori  alle aspettative. In particolare al focus  posto sull’ingresso di nuovi soci con tariffe promozionali non ha corrisposto altrettanta attenzione al mantenimento dei soci anziani con tariffe facilitate.  Attualmente il circolo ha una pletora di 25 categorie sociali  a cui corrispondono 25 diverse quote che variano dai 4576 euro del  socio a pieno titolo ai 339  del familiare junior del socio assente.  Alle 25 quote sociali se ne aggiungono altre promozionali. Il risultato è una confusione tariffaria complicata da “promuovere”.  Per aumentare la frequentazione a pagamento del golf con l’obiettivo di equilibrare il conto economico, sarebbe opportuno semplificare l’offerta rendendola meglio aderente alle esigenze del mercato."

D. Come si può razionalizzare il tariffario rendendolo al contempo più redditizio per il conto economico del Club?

R. "Attualmente l’intera struttura del Circolo, club house, campi da golf, piscina, palestra, ecc. viene proposta come un “unicum” a cui si accede con le quote di cui sopra fatta eccezione per i soci “non giocatori”. Sarebbe invece opportuno articolare la struttura del circolo in tre settori che prevedano quote sensibilmente differenziate:

1) Adesione alla sola club house  per i soci vecchi e nuovi che vogliano usufruire solo del bar, del ristorante,  della palestra, delle sale per il gioco delle carte, delle feste del circolo o di altri eventi, come per esempio gli incontri letterari o musicali. A questi soci che potremmo definire, frequentatori della Club House, dovrebbe essere consentito l’accesso solo al campo pratica per invogliarli a divenire “giocatori”;

2) Adesione al solo campo est, ovvero il campo a nove buche, per  i soci giocatori che solitamente non giocano sul campo ovest a 18 buche o più in generale che giocano poco a golf.  Questo campo dovrebbe essere utilizzato per tutte le attività promozionali (pacchetti per giovani, anziani etc.). I giocatori del campo est potrebbero usare la Club house, ma non giocare sul campo ovest, tranne a pagare un green fee supplementare ridotto (rispetto a quello previsto per i golfisti non soci). Questa formula di adesione, a costi contenuti,  è l’ideale anche per coloro che vorrebbero iniziare a giocare a golf. 

3) Adesione alll’intera struttura del Golf Club.  Si diviene soci a pieno titolo, e si utilizzano senza restrizioni tutte le strutture del golf.  Sono solo questi i soci che conserverebbero il diritto di voto in assemblea e questo pieno diritto dovrebbe derivare, come oggi, dal possesso dell’azione della società per azioni proprietaria dell’intera struttura golfistica. Questo tipo di adesione non consente facilitazioni promozionali salvo una contenuta riduzione della quota per il solo primo anno. Strutture collaterali, come la palestra o la piscina dovrebbero essere a pagamento, mediante abbonamento separato, per le prime due categorie di soci mentre sono comprese nella quota prevista per i soci a pieno titolo.”

D. Come queste tre categorie dovrebbero partecipare alla spesa del Circolo, oggi intorno ai 4500 euro annui a persona?

R. “La suddivisione dovrebbe essere frutto di un’analisi approfondita, ma si potrebbe ipotizzare una spesa pari a 100 per i soci a titolo pieno, una spesa dimezzata per chi si iscrive solo al campo est e utilizza la club house e di circa un quarto per chi utilizza solo la club house."

D. Il Circolo potrebbe così superare l’attuale momento di difficoltà causato dalla fuoriuscita di circa il 30 per cento dei soci negli ultimi anni di crisi?

R. “Penso proprio di sì. Sarebbe sufficiente, per esempio, che aderissero alla sola club house  200 soci residenti del Consorzio (appena il 2% degli abitanti del comprensorio) per portare nelle casse sociali 250 mila o 300 mila euro. Una somma capace di riequilibrare l’attuale gestione. Bisogna, insomma, cercare di attrarre i residenti dell’Olgiata che oggi utilizzano poco il Circolo. Ribadisco, nel nostro comprensorio non esiste un centro di aggregazione come il Circolo del Golf, eppure molti non lo frequentano, scoraggiati dalle alte tariffe d’ingresso. Il bacino del comprensorio, ovvero 10 mila abitanti, risulta poco esplorato mentre si pensa a trovare nuove risorse ad es. tra i turisti che vengono a Roma o tra i croceristi che si fermano a Civitavecchia, iniziative certamente corrette che vanno perseguite, ma ritengo che sia L’Olgiata, invece, il target ideale per una politica di marketing del Club e il golf con le sue ottime strutture ricettive è un valore aggiunto per chi vive all’Olgiata “.

Sembra l’uovo di Colombo e non si capisce perché finora nessuno ci abbia mai pensato prima. Forse perché alcuni soci sono un pò snob e vogliono che il Club rimanga elitario? 

 

Redazione Olgiata Nostra

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