Saviotti vuole far saltare la transazione con la Sales e uscire dal Consorzio

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Sabato scorso il presidente del Consorzio, Giuseppe Bernardi, ha intrattenuto per quasi un’ora l’assemblea su un ipotetico accordo con il Comune di Roma e ha dedicato solo qualche secondo alla notizia che un consorziato vuole lasciare il Consorzio, senza peraltro rivelarne il nome.  Olgiata Nostra è in grado di informare i suoi lettori che il consorziato in questione è Giorgio Saviotti, proprietario del Castello Olgiata. Un residente che contribuisce ogni anno alle casse del Consorzio con una cifra più grossa del Golf Club (che possiede 100 ettari del comprensorio, ovvero un sesto del totale).  

Saviotti vuole uscire dal Consorzio, ma solo in subordine alla richiesta al Tribunale di Roma di considerare nulla l’acquisizione dei terreni ottenuti dalla Sales sud che hanno incrementato il fondo patrimoniale del Consorzio per 1.370.000 euro e che secondo il presidente Bernardi oggi avrebbero un valore di circa 10 milioni di euro, secondo quanto affermato sabato scorso in assemblea. 

La società Castello Olgiata si è rivolta nei giorni scorsi al Tribunale di Roma per vedere accolte le seguenti conclusioni:

  1. in via di principio dichiarare la nullità della delibera assembleare  del 31.5.2004  (transazione con la Sales sud) ;
  2. in via subordinata, dichiarare legittimo il recesso del Consorzio Olgiata per effetto del mutamento della natura giuridica e dello scopo del Consorzio stesso, essendo la società attrice obbligata solo alle obbligazioni previste nello Statuto originario del Consorzio.

La prima richiesta è avanzata sulla base delle sentenze di primo e secondo grado (20162/15) e (18/2019) perse dal Consorzio che stabiliscono che l’acquisizione di beni immobili è possibile solo con l’unanimità dei consorziati, in analogia a quanto previsto dalle norme sul condominio. Secondo l’avv. Piero Mancusi e l’avv. Antonella Persico che difendono il dott. Saviotti l’acquisizione dei terreni e delle strade trasferite dalla Sales sud sarebbe pertanto nulla. 

Il recesso dal Consorzio sarebbe invece giustificato dalla trasformazione che quest’ultimo avrebbe avuto negli ultimi anni, cambiando nome, richiedendo il riconoscimento giuridico, applicando per la redazione del bilancio le norme sulle società di capitali e esercitando attività imprenditoriali e lucrative (in particolare per gli oneri che il Comune addossa al  Consorzio per l’acquisizione delle infrastrutture della Sales).

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