“Ridateci il Baffone”

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Nell’aprile del 2001 il settimanale inglese The Economist scrisse: “Berlusconi is unfit to lead Italy”. Si potrebbe dire oggi che Bernardi è incapace di guidare il Consorzio Olgiata? Non vorremmo diffamare il noto avvocato che ama tanto il nostro comprensorio, anche se per questo presunto reato Berlusconi ha perso la causa contro l’Economist, ma raccontare semplicemente i fatti, così come ha fatto il prestigioso settimanale inglese. 

L’attuale presidente del Consorzio oggi scaduto, ma che ambisce a conquistare un terzo mandato chiedendo agli Olgiatini di modificare lo Statuto (una specie di legge ad personam), e il suo vice Pierandrea Felici (del quale si potrebbe scrivere una storia a parte, a cominciare dal fatto che il limite dei due mandati lo ha scritto lui anche a nome dell’associazione Pro Olgiata di cui è stato presidente), per ben due mandati hanno posto al primo punto del loro programma (concordato con Olgiata Nostra e Pro Olgiata) un accordo con il Comune di Roma per mantenere chiuso e privato il comprensorio. 

Solo un anno fa l’avv. Bernardi, nel corso dell’assemblea annuale, dopo la delusione per la mancanza di quorum per quella straordinaria, attraverso la quale avrebbe chiesto una proroga di due anni del suo mandato, promise ai consorziati che “uno straccio di accordo” lo avrebbe portato a casa  entro la successiva assemblea di bilancio.

Un anno è trascorso e non circola nessun accordo, ma solo una proposta anonima (nessuna delle associazioni del comprensorio l’ha sponsorizzata) per raccogliere firme al fine di reiterare l’assemblea straordinaria dell’anno scorso, che se fosse convocata disgiuntamente da quella ordinaria quasi certamente non vedrebbe la luce. Ma anche se l’assemblea straordinaria si svolgesse siamo certi che i contrari alla modifica statutaria sarebbero numerosi e tra questi figurerebbero non pochi di coloro che l’hanno richiesta avendo firmato per amicizia o per pura cortesia nei confronti dell’attuale vertice del Consorzio, insomma ”per far buon viso a cattivo gioco”.

La nuova carica che spinge il vertice del Consorzio a chiedere “continuità” è il fatto che in quest’ultimo triennio si sono fatti molti lavori nel comprensorio e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Bernardi e Felici si stanno infatti preparando a tagliare il nastro dell’inaugurazione proprio alla vigilia dell’assemblea, come “politici consumati”. Per questi risultati, cui hanno contribuito molte persone, da Gabriele Ghini per la fibra ottica al consigliere Roberto Bianchini per il terzo varco e per la strada panoramica sulla strada B (che ha portato alla bonifica di alcuni ettari di terreno all’ingresso nord e alla fruibilità di un bel percorso intorno alla piccola cascata dell’Olgiata) dobbiamo dire solo grazie, anche se non mancano le critiche. Sono tutte opere, come il piano sicurezza, chieste a gran voce e da tempo da Olgiata Nostra. 

Ma cosa c’entrano queste opere realizzate o quelle non ancora progettate, sebbene solennemente promesse da questo Cda, come l’antico pozzo dell’isola 19 tristemente impacchettato da diversi anni, con la capacità di Bernardi e Felici di fare un buon accordo con il Comune di Roma?

Cominciamo con il dire che a 400 giorni lavorativi dalla scadenza della proroga con la quale nel 2011 il Comune ha rinviato l’acquisizione delle infrastrutture del comprensorio (strade, depuratore, illuminazione) manca una proposta da parte del Consorzio  per evitare che chiunque possa entrare liberamente dentro l’Olgiata a partire dal 15 dicembre 2020. Perché certamente non può considerarsi tale quella di dire al Comune: “rinuncia al corrispettivo della Convenzione del 1968”. Il tanto bistrattato ex presidente del Consorzio Maurizio Munno (a proposito che fine ha fatto l’azione di responsabilità che secondo  Bernardi vale il recupero di circa 500mila euro?) il 26 giugno 2008 aveva ottenuto dal Consiglio comunale la mozione n.12  che impegnava il Sindaco e la Giunta ad attivare ogni strumento utile e necessario “per procedere in via urgente e nel minor tempo possibile alla nuova convenzione urbanistica tra il Consorzio Olgiata e il Comune di Roma”. Da una bozza di Convenzione in nostro possesso risulta che la durata sarebbe stata di 90 anni (novant’anni!). Se fossimo in Russia grideremmo: ”Ridateci il Baffone!”

Niente di tutto questo si vede nello scambio epistolare tra il Consorzio e il Comune di Roma, che Olgiata Nostra ha rivelato nell’inchiesta in corso. Bernardi non ha dato prova in sei anni di saper dialogare con i consiglieri del Cda (numerosi si sono dimessi, basti pensare al prof. Fernando Aiuti) non ha particolare simpatia per le associazioni (dimenticate dopo averne preso i voti per la sua doppia elezione) e definisce “stupidaggini o fake news” le informazioni o le opinioni di Olgiata Nostra, senza mai chiedere peraltro una smentita. Ecco perché secondo noi  il B. dell’Olgiata è “unfit”. 

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