Quanti crediti ha recuperato l’avv. Mirra per il Consorzio

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L’avvocato Jessica Mirra, legale interno del Consorzio  ha inviato una lettera ad Olgiata Nostra con la quale intende rettificare alcune affermazioni contenute nell’ultimo articolo “A quanto ammonta la vera pressione fiscale del Consorzio”,in particolare sulle cifre del compenso dell’avv.Mirra e i ricavi relativi all’incasso delle quote consortili, pagate  grazie ad azioni di recupero giudiziarie. Olgiata Nostra –dichiara l’avv. Mirra – “ segnala che la sottoscritta -quale legale interno- abbia avuto un aumento dei compensi a fronte di un recupero molto esiguo (euro 41.000 di compenso e recupero di euro 45.000 e rotti). I dati diffusi non corrispondono al vero e questo, oltre a gettare discredito sulla sottoscritta, ingenera confusione (pericolosa) nella lettura dei bilanci, già di non facile interpretazione per il consorziato tipo”.

E poi aggiunge: “In particolare, preciso che non ho ricevuto alcun aumento di compensi; la differenza attiene al “bonus” a me riconosciuto contrattualmente proprio in caso di incassi sulle spese legali liquidate che, anzichè essere versate dai debitori ingiunti alla sottoscritta vengono incassate dal Consorzio; in secondo luogo, la somma di euro 45.110,83 che erroneamente viene indicata come incasso dal recupero crediti è in realtà un ricavo, cioè una sopravvenienza attiva dovuta proprio all’incasso diretto da parte del Consorzio delle spese legali liquidate nei decreti ingiuntivi e nelle sentenze favorevoli al Consorzio per le cause da me patrocinate (in buona sostanza, il mio compenso annuale, compreso degli accessori e dell’IVA, si autofinanzia con i ricavi che procuro !!). Le somme incassate dal Consorzio grazie al mio lavoro -che ripeto non costa nulla o quasi ai consorziati- le ritroviamo alla pag. 8 della Nota integrativa e segnatamente nella III colonna del primo schema (euro 250.965,00, senza considerare tutti gli incassi che recupero con una capillare attività stragiudiziale)”.

E poi conclude: “Vorrei infine evidenziare che una volta ottenuti i decreti ingiuntivi, non tutti gli ingiunti pagano immediatamente, per cui la mia attività prosegue -apparentemente senza risultati- in delicate attività esecutive più o meno lunghe a seconda degli importi e del tipo di esecuzione prescelta; senza dimenticare quello “zoccolo duro” di morosi per i quali occorre attendere la vendita della casa all’asta per ottenere il tanto agognato recupero”.

Ringraziamo l’avv. Mirra per la precisazione, ma il fatto che la relazione al bilancio firmata dal presidente Giuseppe Bernardi riporti soltanto che “il costo del legale interno(a contratto) è stato in gran parte compensato dalle spese riconosciute al Consorzio da sentenza e decreti ingiuntivi” e nulla dica sulle effettive somme recuperate non è certo colpa di Olgiata Nostra. Nello stesso capitolo sugli affari legali l’avv.Bernardi invece precisa che la AFT&C, società di recupero crediti cui si è rivolto il Consorzio ha recuperato 255.392 euro su “crediti freschi” 2017-2018, senza aggiungere nulla sui costi effettivi per il Consorzio. Cioè, in  pratica, la ditta esterna ha raccolto la stessa cifra dell’avv.Mirra,  che invece opera su crediti vecchi (ben 73 mila recuperati degli anni 1999 al 2012 e il resto degli anni seguenti fino al 2018).