Prati: “Nascerà un mondo nuovo e i giovani lo guideranno”

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Olgiata Nostra continua la pubblicazione delle testimonianze degli Olgiatini ai tempi  del Coronavirus con un intervento dell’ambasciatore Vincenzo Prati,  che nell’ultimo decennio ha scritto una dozzina di libri di politica sullo scenario mondiale e ora è impegnato a scrivere le sue memorie, essendo stato protagonista per oltre mezzo secolo dei principali eventi internazionali in presa diretta presso le rappresentanze diplomatiche italiane a Washington, Pechino, Bonn e tanti altre capitali, tra cui Kuwait City durante la Guerra del Golfo.

Cari amici, ciascuno di noi ha una sua esperienza di questi giorni in cui dobbiamo restare in casa. Oggi è un giorno di sole. Nel pomeriggio mia moglie Nariko ed io ci dedichiamo al giardino. Il contatto con la natura fa bene e ci immerge nei ritmi della vita. Mi metto i vestiti da lavoro. Prendo i soliti strumenti da giardiniere dilettante.  Comincio a togliere le erbacce. Ce ne sono molte di ogni forma e grandezza. Mentre io mi dedico a togliere, tagliare, eliminare e a valutare dove proseguire il lavoro di riordino, Nariko preferisce far spazio intorno a cespugli e piante. 

Di tanto in tanto decido di drizzare la schiena e passeggio da un punto all’altro del giardino. Cominciano le gemme a formarsi e qualche foglia nasce sui rami. Ci assistono i cinguettii di uccelli più o meno prossimi. Uno prende il volo. Nella mente in parallelo prende il volo un pensiero. 

Prima che venisse questo sole primaverile, tutti noi siamo stati davanti alla televisione a guardare Papa Francesco. Era una Roma vuota e piovosa. Il ritratto della solitudine. La voce pacata del Papa sembrava parlare non a folle di persone ma a ciascuno di noi. Nella solitudine – ed anche in questi giorni di sole mentre lavoriamo in giardino – prendiamo l’abitudine di parlare a noi stessi. Il Papa in quel suo memorabile e pacato discorso non ha fatto altro che inserirsi discretamente in quei nostri discorsi con noi stessi. 

Il fatto è che la relativa solitudine di quel nostro ragionare si ribalta quando fanno irruzione tramite la televisione le notizie dal mondo. I numeri della pandemia. Gli episodi di dolore e di morte. Gli scenari della economia e della politica. Avete notato che scivolano via tanti volti conosciuti ed anche tante vecchie discussioni che ci avevano colpito fino a solo qualche settimana fa. Viviamo una rapida svalutazione di fatti e persone. Come se tutto un mondo di ieri fosse sprofondato.

Talvolta vediamo qualcuna di quelle immagini trascorse che riemerge ma è una breve riapparizione. Uno tzunami ha portato via molto della realtà esterna.  Al suo posto sta prendendo possesso della nostra mente una realtà globale. Wuhan e New York, ma poi altre regioni del mondo che prima poco ci interessavano ed ora si impongono alla nostra attenzione. Non so se capita anche nella vostra mente questo guazzabuglio. Dopo aver lavorato qualche ora in giardino, mia moglie mi chiede di prendere dall’albero qualche arancio e farne due spremute. Col corpo piacevolmente stanco e l’animo in ondulante confusione, ci rinfranchiamo sorso dopo sorso. No, non so cosa ci debba aspettare quando finisca il TUTTIACASA. E’ questo che mi volete chiedere ? No, non ho idea.

So pero’ che dobbiamo prepararci ad affrontare un mondo del tutto nuovo. Usciremo dal nostro isolamento di casa in mezzo a rovine reali o immaginarie. Come ricostruire un mondo nuovo ? La mia generazione è ormai fatta di vecchi a rischio. Sta alle generazioni dei nostri figli e nipoti rispondere alla sfida dei tempi. Spero che con l’impeto della giovinezza sappiano reagire. Anzi ne sono ( quasi ) sicuro. Buona Pasqua a tutti: giovani e anche vecchi.