Perché Bernardi non riesce a parlare con il Comune

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Solo pochi giorni fa il presidente del Consorzio Giuseppe Bernardi ha chiesto udienza in Comune per cercare di far desistere il Comune dalla richiesta (lettera del febbraio 2018) delle infrastrutture consortili, come previsto dall’art. 12 della Convenzione e dalla determina del 15.12.2011 che fissa al 15.12.2020 il termine ultimo per la cessione. L’avvocato che vorrebbe modificare lo Statuto del Consorzio per ottenere un mandato di altri tre anni chiede udienza invano dal giugno dell’anno scorso. Come mai l’incontro non è stato ancora concesso al presidente Bernardi ?

Secondo quanto ha ricostruito Olgiata Nostra, e stando alle carte della stessa corrispondenza – di cui si può leggere nella rubrica L’Opinione – il motivo di tale impasse dipende proprio dal fatto che il Comune, lungi dall’aver preso lui tempo per approfondire la tesi giuridicamente fondata prospettata dal CdA, resterebbe ancora in attesa di una risposta esaustiva alle richieste formulate al Consorzio nel febbraio 2018.

Spieghiamo il perché, e in premessa diciamo che lo facciamo con spirito costruttivo, proprio perchè questa trattativa con il Comune sta a cuore non solo a noi ma anche al CdA e a tutti i consorziati.

Leggendo la risposta del Consorzio al Comune, si trae la conclusione che, da un lato, si svicoli totalmente alle richieste relative agli adempimenti propedeutici alla riconsegna, e dall’altro si punti a mettere in dubbio la validità della stessa Convenzione urbanistica integrativa tra Roma Capitale e la Sales sud, deliberata dal Comune il 9 gennaio 2001, e ulteriormente modificata il 3 aprile 2003 dal Consiglio Comunale, che ha portato alla cessione gratuita a Roma Capitale di terreni della società del costruttore Antonio Pulcini in cambio di licenze edilizie. Come mai il Consorzio si sveglia dopo 18 anni, nel sostenere che non era Sales sud l’avente causa del Lottizzatore, bensì Parsitalia, e soprattutto ha taciuto quando ha ottenuto la proroga al termine della riconsegna delle infrastrutture che come Comune è stata concessa alla Sales Sud, considerando proprio quest’ultima l’avente causa del Lottizzatore? 

Abbiamo motivo di pensare che questa lettera abbia confuso non poco i dirigenti del Campidoglio. Va anche ricordato ai lettori che alcuni consorziati, tra cui qualcuno che oggi siede nel Consiglio del Consorzio, come Musina Cremonesi, o nel collegio dei Sindaci, come Alessandro De Micheli, insieme ad altri Olgiatini si erano rivolti agli inizi del decennio scorso al TAR per bloccare la modifica alla Convenzione, ma avendo perso in primo grado, non se la sono sentita di andare oltre. E non ci risulta che il Consorzio, guidato allora da Gioacchino Gambatesa, abbia mosso un dito.

Ma vediamo cosa dice la delibera n.18 del Comune di Roma del 9 gennaio 2001 attraverso la quale la Giunta Comunale presieduta dal sindaco Francesco Rutelli ha approvato la modifica alla convenzione urbanistica Olgiata Romana, stipulata in data 9 dicembre 1968. La premessa fa sorgere subito qualche perplessità, quando si legge per esempio che “in virtù dell’atto di acquisto del 2 luglio 1992 la Sales sud srl è l’unica avente causa nei rapporti con il Comune di Roma relativamente alla convenzione del 9 dicembre 1968, come anche precisato nella nota della società stessa prot. DIp.IX n.59488 del 9 ottobre 2000”. Il Comune non sembra, infatti, così sicuro di essere in presenza  del giusto interlocutore,  se ha bisogno di riferire che lo dice anche la società interessata!

La modifica alla Convenzione prevede in sostanza la possibilità di spostare le volumetrie previste nell’ isola 73 (che la Sopraintendenza alle Antichità di Roma aveva deciso di lasciare libera da costruzioni)  e nell’isola 99, pari rispettivamente a costruzioni per mc 10400 e mc. 7600. Vengono spostati pure tre lotti pari a 3250, a 6450 e 4.350 mq a condizione che la Sales ceda aree da destinare a servizi pubblici per una superficie di mq. 5300 da attrezzare a cure e spese della società medesima. La nuova Convenzione così prosegue: “Conseguentemente la Sales sud ha trasmesso…l’atto di cessione gratuita unilaterale di aree… (mq. 8000) destinata a parcheggio pubblico”. 

Il 27 giugno 2002 la Sales sud nell’intento di sopperire alla carenza di standards esistente nella zona convenzionata si dichiara disposta a cedere, inoltre, mq. 120.400, in aggiunta all’area di mq. 8000 già ceduta con la delibera n.18 del 9 gennaio 2001. E qui passa di mano il bosco di Pratolungo (il grande polmone verde dentro l’Olgiata), quello che l’ex capo di gabinetto di Alemanno, Antonio Lucarelli un giorno definì “una bomba ad orologeria!”

Il 12 luglio 2002, quindi, le aree cedute dalla Sales ammontavano a 135.591 mq  e il 2 dicembre 2002 la Sales integra le aree cedute con tre nuove aree per complessivi 39.500 mq. Una curiosità della delibera n.60 del 2003: il Consiglio Municipio XX aveva chiesto che dopo l’art.19 della Convenzione venisse inserito che “la durata della Convenzione …è prorogata per un ulteriore periodo di tempo fino al 2048”. Questa proposta però non fu accettata dall’assessore Alessandro che rinviò la richiesta a un successivo provvedimento, tenuto conto altresì che la convenzione in essere sarebbe scaduta sei anni dopo, nel 2008. 

Riassumendo il Comune con le due delibere ha deciso di accettare dalla Sales sud:

1) area di mq. 8000, da attrezzare a uso pubblico (parcheggio)

2) area di ettari 10,80 circa da destinare a uso pubblico (bosco Pratolungo), che Sales sud si era impegnata a trasferire al Consorzio con le Scritture private firmate dall’ex amministratore giudiziario Vincenzo De Paola. Area definitivamente persa poi con la transazione realizzata dal presidente Bernardi. 

3) tre aree ulteriori, rispettivamente di 13.000 mq, di 14.500 mq e di 12.000 mq.

Insomma la Convenzione integrativa è costata al comprensorio dell’Olgiata la perdita di circa 15 ettari di terreni in favore del Comune di Roma. Se la Convenzione fosse un domani ritenuta nulla (ma bisognerà dimostrarlo nelle aule dei tribunali) il Consorzio potrebbe recuperare queste aree. Ma c’è di più.  Il Comune possiede anche un’area di riserva destinata ad attrezzature scolastiche e a verde per altri 3 ettari circa e le aree di sedime delle infrastrutture (per circa 244.000 mq) e pretende al più presto le infrastrutture (rete stradale principale, rete di fognatura, impianto di innaffiamento e impianto di illuminazione pubblica) come specifica nella determina del 15 dicembre 2011, dove aggiunge: “le opere da prendere in consegna al momento non risultano rispondenti alla vigente normativa”. La stessa determina dice che nelle more della consegna “la Sales sud srl dovrà provvedere al completamento delle attività tecnico- amministrative, alla costituzione delle servitù necessarie e alla definizione di ogni controversia pendente in materia di impiantistica al fine del successivo trasferimento e consegna all’amministrazione Capitolina delle medesime aree ed infrastrutture”. Tutti compiti che il Consorzio si è assunto con l’acquisizione delle strade e del verde inedificabile da parte della Sales sud e di cui ora il Comune gli chiede conto! (8. Continua)