Paola Caruana rivela perché si è dimessa: “sono stata usata”

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Il 19 agosto scorso Paola Caruana, vice presidente del Consorzio Olgiata ha comunicato al presidente, ai consiglieri e ai sindaci, le “dimissioni irrevocabili con decorrenza immediata”.  Lo stesso giorno Olgiata Nostra ne dava notizia e oltre cento sms di solidarietà pervenivano alla rappresentante del Consorzio che aveva guidato la campagna stampa per modificare lo Statuto e per spianare la strada alla conferma di Giuseppe Bernardi con il compito specifico di concludere un accordo con il Comune che mantenesse privato e chiuso il comprensorio. 

Incredibilmente, fino a oggi da via Bragaglia non è arrivata alcuna reazione, come se la “bomba” fosse scoppiata in un altro pianeta. Il sito consortile,  così sollecito a denunciare le supposte “fake news”di Olgiata Nostra o a minacciare il suo direttore è rimasto muto per settimane. Il 30 agosto la Caruana si è sentita in dovere di confermare ufficialmente la notizia con un whatsapp a una lista di 1500 consorziati rimasti increduli, che gli avevano scritto frasi del tipo: ”Paolé nun ce lascià”. 

Abbiamo rivolto giorni fa alcune domande all’ex vice presidente del Consorzio per capire i motivi di una rottura così clamorosa che fa ricordare quella della consigliera Paola Villa, vice presidente di Olgiata Nostra. Non è stato facile far parlare Paola Caruana, una persona che si ritiene di essere stata “usata” e che non vede l’ora di “disintossicarsi” da un’esperienza che lei evidentemente immaginava diversa, anche se non sono mancati nei sette anni di “governo” Bernardi i “dropouts” di tanti altri consiglieri, da Foschi ad Assumma, da Apostolo a Bigolin e Franzitta. Solo negli ultimi 12 mesi il Cda ha perso tre consiglieri!

Alla Caruana abbiamo chiesto se le sue dimissioni possano pregiudicare l’accordo con il Comune. “Le mie dimissioni non hanno nulla a che fare con il prossimo, speriamo, accordo con Roma Capitale”, ci tiene a precisare l’ex vice presidente del Consorzio. “Le mie entrature presso alcuni esponenti comunali si riferiscono ad antiche amicizie personali che nulla hanno a che fare ne’ con la politica ne’ tantomeno con il suddetto accordo. Spero che si arrivi a questa definitiva chiusura con Roma Capitale per mantenere l’Olgiata come l’ho conosciuta e come la amo. Come ho scritto nella mia mail con la quale ho comunicato le mie dimissioni il 19 agosto, le motivazioni sono semplici e chiare: rassegno le mie dimissioni irrevocabili non avendo piu’ alcun punto di condivisione relativo alle attività consortili e mancando totalmente il supporto di tutti i consiglieri del CDA”.

L’insofferenza di Paola Caruana per la gestione Bernardi secondo quanto risulta ad Olgiata Nostra era scoppiata subito dopo l’elezione dell’anno scorso che l’aveva vista ricevere moltissimi consensi e ammette: “Molte guardie ci hanno aiutato”. Ma, nel gioco di squadra qualcuno non le ha dato la preferenza!

Ufficialmente, tuttavia, la Caruana fa risalire la rottura al marzo di quest’anno quando Bernardi gli toglie  qualsiasi operatività per le attività consortili. La vicenda sembra rassomigliare a quella di Luciano Franzitta, anche se la goccia che ha fatto traboccare il vaso è diversa. Ora la Caruana ci rivela che i comunicati degli ultimi sei mesi sono stati effettuati dalla segreteria del Consorzio. Incredibile: quattro anni fa alla comunicazione erano stati incaricati ben tre consiglieri: Assumma, Caruana e Barbarossa. La Caruana ci ricorda che quando è arrivata in consorzio non esisteva un sito, un programma per inviare mail con una forma istituzionale, né venivano usati i social per una comunicazione veloce.

L’ex vice presidente ha motivato le dimissioni per un contrasto totale con il presidente Bernardi e per il silenzio totale dell’intero Cda. Le chiediamo cosa sia veramente successo per decidere l’allontanamento dell’ex responsabile per la sicurezza Giovanni Caputo. “La decisione fu presentata in cda, il presidente è unico responsabile del settore Guardie in tutto e per tutto. La motivazione portata in CDA fu legata al fatto che con la messa in azione del sistema di sicurezza, non serviva piu’ una figura cosi operativa/attiva come quella di Caputo”. Secondo quanto invece risulta a Olgiata Nostra ci fu uno scontro tra Bernardi e Caputo sulle nomine di alcuni vigilantes e pare che il presidente avrebbe dato la disponibilità a ritirare il licenziamento se fossero arrivate le scuse dall’ex commissario, che preferì non darle. 

Un’altra questione recente che ha alienato le simpatie di molti consorziati per il presidente del Consorzio riguarda il mancato rispetto dell’accordo con il Country sulla questione carati. La Caruana sostiene che lei avrebbe “perseguito un’altra strategia per trovare una soluzione e aiutare il Club a rinascere per diventare un polo di aggregazione ludico sportivo per tanti giovani, oggi abbandonati nel comprensorio”. 

All’ex vice presidente che per anni ha gestito con il padre un’importante azienda per la pubblicità, poi venduta agli americani, e che si è occupata della gestione del personale del Consorzio abbiamo chiesto se è soddisfatta di come funzionano gli uffici. “Purtroppo”, ci risponde, “il Consorzio Olgiata non funziona come un’azienda. Ma il problema non va ricercato nel personale, bensì nelle procedure operative da stabilire e decidere, in sostanza il chi fa che cosa”. 

Infine abbiamo chiesto a Paola Caruana quale è stato il momento più bello e più brutto della sua esperienza. “Il momento piu’ bello – ci risponde – è stato ricevere l’affetto di moltissimi consorziati e aver provato ad ascoltare le voci di tanti, anche su argomenti snobbati dal consorzio per molto tempo, vedi finalmente il pozzo all’isola 19 che è stato messo a posto e ristrutturato dopo tanti anni di abbandono. Il momento piu’ brutto è stato scoprire che la mia candidatura fu studiata a tavolino e strumentalizzata solo per ottenere consensi per cambiare lo statuto e così ottenere il terzo mandato”.

Enrico Morelli