Otto domande da porre al Consiglio del Consorzio che scade fra pochi giorni

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Il Cda uscente vuole “contare le truppe” prima di affrontare la battaglia del 25 maggio. Lo fa annunciandolo sul sito consortile e con email a tutti i consorziati in cui dice che il presidente in scadenza è disposto a rispondere ai quesiti dei consorziati in vista dell’assemblea del 25 marzo nel suo “quartiere generale”, il ristorante Ribot, il luogo che inopinatamente fu scelto per festeggiare il 50esimo anniversario del Consorzio.

Il prof.  Felice Ancora candidato con la squadra che si candida a sostituire il Cda uscente chiede ai colleghi: ”Non ho compreso se per domani sia previsto di partecipare all’ incontro che gli attuali componenti del Consiglio di amministrazione del Consorzio hanno indetto presso il Ristrante Ribot dell’ex Centro Santa Maria. Se ciò fosse, mi peserebbe partecipare. Lo farei solo per necessità.
La ragione è tutta psicologica: sarei fortemente in imbarazzo nel godere della ospitalità di sede da parte del Ristorante ed insieme nel trovarmi indotto  lì irrefrenabilmente a conteggiare le cubature edificate,  le superfici impermeabilizzate, come  a valutare la complessiva urbanizzazione del tutto (meritevoli almeno di un tentativo di contrasto sul nascere, considerati i contenuti degli articoli 40, 44, 45 e 81 delle NTA del Piano regolatore, per i quali, nella città consolidata, quale è l’Olgiata, il verde privato resta tale, mentre il verde attrezzato si colloca solo sul c. d. tessuto di espansione novecentesca, e cioè sui lotti).
Non approvo l’agio con cui è stata scelta questa sede di incontro. Dà il segno di un giudizio di meritevolezza per ogni iniziativa edificatoria ed artificializzante (in termini di consumo di suolo permeabile) sui terreni a verde. Tale giudizio di meritevolezza è da me in nessun modo condiviso, o, meglio, è da me avversato,  quale che di tali iniziative sia il protagonista, singoli od organi di governo del Consorzio e quale che sia l’interesse che lo anima, non importa se di utilità privata o di estensione del consenso”. Anche noi saremmo imbarazzati a parteciparvi perché non potremmo dimenticare che ben 8 pini di rara bellezza sono stati abbattuti per costruire un manufatto che fa dimenticare il fascino del ristorante che fu di Umberto. 

Per chi non ha nostalgia del paesaggio e vuole ascoltare il Cda, che sulla carta ha due settimane di vita, suggeriamo di porre otto domande:1) perché il Cda uscente ritiene indispensabile modificare lo Statuto per rimanere incollato sulla poltrona di via Bragaglia? 2)quali sono le soluzioni che il Consorzio ha prospettato al Comune per garantire il comprensorio chiuso e privato? E perché in sei anni di gestione questo Cda non ha concluso nulla? 3) Cosa intende fare il Consorzio di fronte a due cause perse che ritengono illegale l’acquisizione dei terreni della Sales? 4) Perché il Cda uscente ha deciso di acquisire le strade e altre infrastrutture che comportano oneri nei confronti del Comune, come chiaramente i dirigenti dell’amministrazione capitolina sottolineano nella recente corrispondenza con il Consorzio? 5) Perché è stato licenziato e non sostituito  il direttore della sicurezza visto che le norme prevedono questa figura a capo della Vigilanza?  6) Come mai sei mesi fa il Consorzio aveva quasi annunciato un accordo con l’AMA e da allora il servizio è peggiorato? 7)Qual è la situazione finanziaria del Consorzio e l’esposizione verso le banche? 8) Perché questo Cda demonizza un’alternativa democratica al vertice del Consorzio?