No alla luce sulle strade private. Salta il punto 8 dell’odg dell’assemblea

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Il punto 8 dell’odg dell’assemblea di sabato prossimo sull’illuminazione delle strade buie  è di fatto saltato. Lo comunica stamane il Consorzio con il seguente comunicato: “L’Assemblea del 2017 ha approvato il Piano Sicurezza e il suo finanziamento, che comprendeva anche la prima tranche di un piano di illuminazione delle strade buie, una sezione della strada P. Ricordiamo che   nel comprensorio sono presenti ben km 11,650 di strade identificate nella Convenzione come “di lottizzazione” e che non hanno l’impianto di illuminazione. Lo Statuto del Consorzio prevede all’art.  3 che ..”Tutte le strade …saranno oggetto della manutenzione e dell’esercizio degli impianti esistenti o da realizzare, in particolare  degli impianti di illuminazione…., fatta eccezione delle strade  di proprietà privata di condomini o di singoli consorziati”. 

La piantina allegata mostra l’estensione delle strade da illuminare e la suddivisione dell’impegno su tre anni, allo scopo di non gravare troppo sui consorziati, come già proposto e accettato nel 2017.

I costi dell’impianto sono basati sui valori medi del contratto per i lavori della tratta già autorizzata e tengono conto dell’utilizzo, ove possibile dei cavidotti già posati in occasione dei lavori ACEA e dell’utilizzo delle più moderne tecnologie per l’illuminazione stradale a basso consumo.

Per il finanziamento dei lavori il CdA sta esaminando delle proposte di Società elettriche per la fornitura sia di energia che di impianti a basso consumo, per valutare la possibilità di ottenere la realizzazione dell’illuminazione delle “strade buie” a condizioni più vantaggiose di un investimento diretto del Consorzio”. 

Come si spiega questo ripensamento del Cda  che farà arrabbiare la consigliera Musina Cremonesi ma che farà gioire il proprietario del castello  Giorgio Saviotti? Semplicemente con la considerazione che la Convenzione con il Comune di Roma non prevede questa spesa e che la delibera assembleare andava presa con un voto unanime e non a maggioranza come stabiliscono ben due sentenze (primo e secondo grado) del Tribunale di Roma che il Consorzio ha perso. Questa notizia fa saltare una spesa di circa mezzo milione di euro che Olgiata Nostra aveva nei giorni scorsi criticato non perché non fosse utile per  la valorizzazione del comprensorio, ma che andrà fatta a spese dei consorziati interessati e non di tutti i residenti e possibilmente dopo che il Comune avrà garantito la chiusura del comprensorio per un adeguato numero di anni.

Infine, la notizia conferma l’osservazione di alcuni residenti secondo cui l’odg della prossima assemblea è stato riempito di tanti temi semplicemente per far partecipare i consorziati in modo da consentire il raggiungimento del quorum per la parte straordinaria, ovvero per cambiare lo statuto in maniera funzionale per far restare sulla poltrona l’attuale Cda per un ulteriore triennio.