Mistero sul vero contenuto della lettera del Comune

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Chi ha letto la lettera del  Comune di Roma inviata nei giorni scorsi al Consorzio Olgiata, di cui sono stati forniti solo alcuni stralci e molte interpretazioni personali da parte del presidente Bernardi  è rimasto talmente sorpreso delle inconguenze da rivolgersi immediatamente all’amministrazione capitolina per ottenerne una copia. E secondo quanto risulta ad Olgiata Nostra il Comune è pronto a rilasciarla, dopo il pagamento di 1,50 euro per diritti di ricerca. Ma è possibile che il Consorzio consenta ai consorziati che ne fanno richiesta di poter leggere la missiva senza poterne ottenere una copia?

E come mai il direttore Fabrizio Forlini debba chiedere per ogni consorziato l’autorizzazione al presidente, che deciderà discrezionalmente se concedere l’autorizzazione? E’ questa la trasparenza tanto decantata dall’addetta alla comunicazione, la consigliera Paola Caruana? Non è incredibile, infine, che un consorziato debba rivolgersi a un avvocato  per chiedere una lettera di interesse per tutti i consorziati, come ha fatto ieri il proprietario del Castello Olgiata, Giorgio Saviotti, il quale ha dovuto rivolgersi a un legale per una richiesta di accesso agli atti ? 

Con una lettera indirizzata al presidente e al vice presidente del Consorzio, l’avv. Piero Mancusi, legale della società Il Castello ss, dopo aver premesso che il Consorzio è un condominio, ha chiesto di poter esercitare il diritto di accesso alla copia integrale della pec del 14.03.2019 del Comune di Roma al Consorzio, ha dato la sua disponibilità a pagare le eventuali spese, e ne ha chiesto l’inoltro tramite email.