L’Olgiata ha il corpo dei volontari delle deleghe e forse un capo

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L’Olgiata ha un corpo di volontari che non esiste né in Italia né nel mondo. Non è un corpo simile alla Croce Rossa che serve per dare soccorso agli ammalati o alla Protezione Civile, che salva a sua volta le persone colpite da calamità naturali, ma un’organizzazione che  consente di aiutare chi perde il potere. Potrebbe chiamarsi il corpo dei volontari delle deleghe. E’ questa la scoperta che potrebbero fare gli Olgiatini quando il Tribunale di Roma accerterà le gravi irregolarità dell’assemblea dell’anno scorso, segnalate da alcuni consorziati.  

Un’assemblea che è riuscita a modificare lo Statuto e a mantenere al potere per altri tre anni alcuni consiglieri del Consorzio molto noti, che si sono definiti indispensabili per affrontare le conseguenze della fine della Convenzione con il Comune di Roma e per convincere la sindaca Virginia Raggi, l’unica dei politici che quattro anni fa si è sottratta alla passerella elettorale organizzata con grande acume dal presidente Giuseppe Bernardi, a non modificare lo status quo del comprensorio, che deve rimanere privato e chiuso per sempre.

I volontari delle deleghe dell’Olgiata sono coloro che bussano alla porta dei consorziati, si fanno consegnare l’avviso di convocazione di un’assemblea, assicurandosi che sia debitamente firmato e che lasciano lo spazio per il delegato rigorosamente  in bianco. Sarà poi il prenditore della delega, normalmente un consorziato che aspira a diventare consigliere o presidente del Consorzio a utilizzarlo presentandosi al seggio elettorale e ricevendo le schede per poter votare. La fase più importante del processo che condiziona le assemblee è proprio la raccolta degli avvisi, che può implicare il dovere di spiegarne l’uso. Ciò di norma non succede se si gode di autorità e benemerenze, come è il caso dei membri del corpo dei volontari delle deleghe, che non hanno limiti di raccolta. Non debbono infatti preoccuparsi di limitarsi a dieci deleghe, come prevede lo Statuto, che fino a qualche anno fa era invece più benevolo prevedendone perfino venti! Una restrizione voluta nientemeno che da un presidente, Maurizio Munno, colpito da azione di responsabilità (ovviamente per altri motivi). 

Ma, chi ha costituito questo corpo benemerito per alcuni consiglieri, che oggi si sentono più uguali degli altri come nella Fattoria degli animali di George Orwell? Poiché al Corpo apparterrebbero diverse guardie del corpo di Vigilanza dell’Olgiata di cui è responsabile il presidente del Consorzio, l’avvocato Giuseppe Bernardi, si potrebbe pensare che il capo sia proprio lui. Ma invece Bernardi sostiene che la raccolta delle deleghe sia solamente un’iniziativa volontaria delle guardie (una decina secondo alcuni). E ai volontari non si può dire altro che grazie!