Lettera di ON al Consorzio: lo Statuto non va cambiato

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Pubblichiamo una lettera aperta ai consiglieri del Consorzio Olgiata inviata ieri al presidente Giuseppe Bernardi dal presidente di Olgiata Nostra, Enrico Morelli a nome del Consiglio direttivo

            Gentili Signori, avendo appreso che alcuni consorziati, convinti che si debba dare continuità all’attuale Consiglio, stanno raccogliendo le firme per un’ assemblea straordinaria volta a modificare lo Statuto e consentire, così, la vs ricandidatura, l’Associazione Olgiata Nostra ritiene di esprimere alcune considerazioni. 

Questi consorziati ritengono che l’attuale vertice del Consorzio possa conseguire un accordo con il Comune di Roma. Questo obiettivo, iscritto al primo punto del programma concordato da questo Cda con le Associazioni Olgiata Nostra e Pro Olgiata, sia alla vigilia del primo mandato che del secondo, grazie al quale siete stati eletti, non è stato però conseguito nei sei anni del vostro mandato, né  i consorziati sono mai da voi stati chiamati a un dibattito né a prendere visione di alcuna trattativa o condizioni di trattativa con il Comune da voi elaborate.       

Agli atti del Comune – inoltre – non ci risulta essere pervenuto alcun documento di proposta da parte del Consorzio, salvo alcune lettere scambiate in questi ultimi 20 mesi, in cui  mentre il Comune ribadisce l’intento di attivare le procedure di presa in carico delle infrastrutture, ai sensi della Convenzione, il Consorzio non replica con alcuna vera e chiara istanza e/o proposta alternativa, diversa dalla cessione prevista dalla Convenzione e richiamata dal Comune.

Ora non si comprende perché la strategia del “quieta non movere et mota quietare”,  da Voi adottata, sia la soluzione più appropriata di fronte a una scadenza così imminente e potenzialmente irreversibile.

Negli ultimi sei anni, inoltre, il Consorzio sembra aver fatto passi avanti nella gestione della riscossione delle quote consortili, ma non ha investito affatto nella riorganizzazione interna e in particolare nell’attività di un ufficio tecnico preposto a seguire e programmare in modo più professionale la nostra attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, con la conseguenza che – come è stato ampiamente dimostrato da un gruppo di esperti della materia in occasione della recente frana – il Consorzio viene esposto al rischio di una maggiorazione del costo dei lavori, mentre gli affidamenti per trattativa privata, senza una propedeutica attività tecnico-valutativa del Consorzio e senza procedure di “gara aperta”, ne limitano la capacità di contenimento dei costi. Inoltre, la totale mancanza di pubblicità ai verbali del Cda non ci sembra, certo, segnale di trasparente amministrazione.  

    Questa Associazione non condivide neppure le modalità con cui è stato purtroppo interrotto il rapporto di lavoro con il direttore tecnico della sicurezza, Giovanni Caputo, che potrebbe esporre i consorziati a nuovi oneri di indennizzo, qualora l’ex comandante vincesse l’impugnazione al licenziamento, da un lato e, dall’altro, ha privato di una guida autorevole e ben voluta il nostro Corpo di vigilanza che grazie all’attività condotta in questi ultimi anni dal comandante, per ammissione della stessa Guardiania, ha vissuto la rinascita dello spirito di corpo e di appartenenza al servizio verso i consorziati. Il comandante Caputo poi aveva introdotto misure trasparenti di crescita di questo nostro personale dipendente, nonché ri-organizzato i loro delicati compiti in modo professionale e rispondente ai bisogni della Comunità e davvero non si comprende il suo allontanamento, mentre si sa che è stato incaricato un nuovo facente funzione, senza pertanto alcun vero risparmio dei costi. 

Per venire infine alle modifiche statutarie tese a alterare il limite del numero dei mandati possibili per consigliere eletto, ci pare davvero una scelta sorprendente, ancorché tale modifica – PER  VOI  CONCEPITA – diventerebbe purtroppo duratura. Non siete stati VOI – in particolare il presidente Bernardi, in qualità di esperto giuridico e socio fondatore di Olgiata Nostra, e il vice Felici, come presidente di Pro Olgiata – che avete fermamente voluto a suo tempo modificare il vecchio Statuto e introdurre il limite dei due mandati consecutivi, ispirati al principio democratico del ricambio gestionale del  Consorzio? Non siete stati VOI, a suo tempo, a perorare nei diversi incontri  cui partecipavate lo “svecchiamento dello Satuto per riportarlo a una maggiore e più sana democraticità”, dopo l’impugnazione dello stesso, in seguito alle novità introdotte dall’ex presidente Munno ? 

Lo Statuto non può essere considerato alla stregua di un vestito da accorciare o allungare a seconda delle convenienze del momento o degli amministratori in carica, tenuto conto poi che quello vigente altro non è altro che il prodotto da voi stessi voluto, e fatto approvare dall’Assemblea non più tardi di pochi anni fa. Né pensiamo che, dopo che già una assemblea straordinaria sullo stesso tema è andata fallita lo scorso anno, vorreste essere ricordati come amministratori che sono stati espressione di un ritorno a quel passato, che nessuno in Olgiata desidera più vedere replicarsi. 

            Signori Consiglieri, la vostra esperienza all’occasione potrà – se lo vorrete – essere ugualmente messa al servizio della collettività tutta e del prossimo Cda che voi stessi potete contribuire a eleggere riaprendo il dialogo con tutti i consorziati e in particolare con le Associazioni, da sempre impegnate a favorire l’informazione e la discussione sui problemi e sui sogni del comprensorio, in particolare attraverso la Quercia e il sito di Olgiata Nostra.

            Cordialmente,

Enrico Morelli, presidente di Olgiata Nostra

Consiglio direttivo di Olgiata Nostra (Paola Villa vice presidente), Augusto Casagni, Maurizio Foschi, Michele Montesoro, Alessia De Angelis, Peleo Pellegrino, Caro Meneguzzo, Vincenzo Prati.