Le fake news del Cda del Consorzio

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Olgiata Nostra è stata in grado di fornire ai consorziati l’ultima lettera del Comune, datata 8 febbraio 2018, da cui si trae la netta sensazione che le tesi finora sostenute dall’attuale CdA siano ben lontane dall’essere accolte. Il Consorzio, senza fornire alcun documento che dimostri il contrario, ha affermato, ieri attraverso il Consorzio informa n.17 firmato dal presidente, come “fantasiose e bizzarre” le notizie divulgate da questo sito, aggiungendo che esse possano provocare “un ingiustificato allarme tra i consorziati”, e la liquidate troppo sbrigativamente  come fake news. 

La tesi dell’attuale CdA muove dal presupposto (secondo una benevola interpretazione del testo della Convenzione) che il Comune possa rinunciare serenamente ad acquisire le infrastrutture oggetto di convenzione. Una novità assoluta in tema di convenzioni urbanistiche, che fanno della cessione delle infrastrutture di urbanizzazione (strade, scuole, impianti, ecc) il “do ut des” per concedere al lottizzatore i permessi a costruire.

Nella sua lettera, il Comune è tanto lontano dal prendere in considerazione questa tesi, che – in linea con la Determina dirigenziale comunale del 2011 con la quale si differì di 9 anni, fino al 15.12.2020, il termine della riconsegna delle infrastrutture e non la proroga della Convenzione ! – sollecita invece il Consorzio a compiere la serie di adempimenti preliminari e propedeutici alla riconsegna delle infrastrutture !!!

Fake news dunque ? 

Se il Consorzio ha in mano una nuova lettera del Comune che affermi il contrario e che accolga la sua tesi,  la tiri fuori, e chiederemo scusa ai consorziati per aver diffuso una notizia incompleta. 

Esaminando le comunicazioni intercorse tra Consorzio e Comune negli ultimi due anni (qualunque consorziato può richiedere un accesso agli atti, in quanto depositario di un legittimo interesse, e farsi mettere a disposizione copia del carteggio esistente per accertarsi di persona di quanto si sta qui sostenendo) si deve concludere che siamo ancora molto lontani da quanto riporta il Consorzio nel suo comunicato, ovvero che il Comune sia “ben edotto  dell’istanza giuridicamente motivata del Consorzio di rimanere un comprensorio privato-chiuso”…lasciando intendere che sia un “problema” del Comune di “trovare il tempo di inquadrare una situazione che non ha precedenti in Comune, dove di Olgiata ve ne è una sola”. Non dubitiamo che si siano svolti colloqui informali, telefonate recenti, ma nessuna istanza giuridicamente motivata è presente al momento nel carteggio esistente tra Comune e Consorzio. A noi non risulta, né il Consorzio l’ha mai pubblicata.

Quello che risulta invece, oltre alla richiesta del Consorzio di un incontro (datata giugno 2018) sollecitata anche recentemente ma non ancora concessa, è la risposta (di cui Olgiata Nostra ha dato notizia) del CdA alla lettera comunale sopra richiamata (risalente allo scorso maggio 2018 e non al maggio 2017, come erroneamente riportato nella stessa missiva) con la quale si richiama la sentenza n. 04301/99, per significare che sia Parsitalia ad essere l’avente causa subentrata alla Sogene Casa S.p.A (lottizzatore) negli obblighi derivanti dalla Convenzione e non la Sales sud.  Una replica che tuttavia appare incompleta e non del tutto esaustiva per chiudere una questione così delicata e ricca di potenziali conseguenze come quella relativa alla sottolineatura con la quale il Comune, nella sua lettera dell’8 febbraio, chiede al Consorzio di farsi carico degli obblighi derivantigli in forza dell’avvenuta transazione con la Sales sud, avendone acquisito, tra le altre, anche le aree oggetto dei nuovi impegni ed adempimenti assunti dalla stessa Sales sud con la Convenzione integrativa del 2004/2005.

Se Olgiata Nostra viene dunque accusata di diffondere fake news tra i consorziati, senza dimostrare un atto che la smentisca, che dire del Consorzio di cui non risulta inviata una risposta esauriente ed esaustiva alla lettera del Comune dell’8 febbraio 2018?

Ne concludiamo che esiste un problema di linguaggio. L’uso forse di due lingue diverse nella stessa città. Lo scambio di lettere evidenzia, come dire, una sorta di mancanza di coordinamento tra il Comune ed il Consorzio. L’uno (il Comune) nella lettera dell’8/2/2018, fa precise richieste,  cui l’altro (il Consorzio) replica con una lettera che cambia gli argomenti e che potrebbe non essere stata affatto efficace, nonostante quel che oggi il Consorzio scrive e stando a rumors informali di chi siede in Campidoglio. L’uno (il Consorzio) si sofferma sul fatto che non era la Sales sud il lottizzatore, bensì Parsitalia, e sembra voglia così alludere che la Convenzione integrativa da cui potrebbero generarsi delle conseguenze per i consorziati è viziata, forse nulla (MA NON LO SCRIVE nè lo spiega al Comune); l’altro (il Comune) attende ancora una risposta esauriente dal Consorzio sul trasferimento di proprietà delle opere primarie e secondarie del comprensorio.

Certo, la situazione è davvero singolare. Val la pena ricordare che il prof. Fernando Aiuti fu accusato di fare confusione al Comune con i suoi interventi relativi ad ipotesi subordinate, non gradite all’attuale CdA, solo perchè (semplificando i concetti) proponeva che in attesa di ottenere l’ambìto riconoscimento di comprensorio privato e chiuso, si chiedesse almeno l’ulteriore slittamento del termine di riconsegna. Per questo è stato estromesso unilateralmente dalla trattativa! Povero professore, non sapeva, né saprà mai, che siamo oggi come lo eravamo ieri, in alto mare.

Oggi il Cda del Consorzio, senza informare i consorziati della lettera del Comune del febbraio 2018 che ha procurato enorme sconcerto e preoccupazione tra i Consorziati, chiede continuità,  addirittura proponendo di cambiare lo statuto, mentre quel che serve al Consorzio, subito,  è la discontinuità grazie al rinnovamento della rappresentanza.

OLGIATA NOSTRA