La Quercia se la canta e se la suona e plaude a Bernardi

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La Quercia, il bimestrale  dell’associazione ProOlgiata  ha compiuto quest’estate venti anni, ma sembra essere diventato un “trombone” vecchio e stanco, incapace di criticare e di proporre idee nuove. Si compiace dell’esito delle recenti elezioni, di cui il Consorzio non ha neppure dato ancora  i risultati finali ( e neppure pubblicato il verbale dell’assemblea), della sconfitta di chi aveva osato contestare (compreso l’ex presidente della Pro Olgiata, Cristiano Barbarossa) la modifica dello statuto consortile,  reclamata al solo fine di mantenere ancora al potere l’avv. Giuseppe Bernardi. Deride, poi, chi ha osato metterci la faccia, pur essendo consapevole di sottoporsi a una clamorosa sconfitta dopo la caccia alla delega da parte dei consiglieri scaduti, mentre l’ex direttore per la sicurezza, Giovanni Caputo, contrario al coinvolgimento dei vigilantes nella raccolta dei carati, veniva licenziato per motivi legati alle promozioni delle stesse guardie. Leggere quindi su La Quercia di questo mese che Bernardi sarebbe stato protagonista “di una coraggiosa iniziativa (che qualcuno ha definito temeraria)” fa semplicemente sorridere. Come fa sorridere che Olgiata Nostra avrebbe censurato una lettera del direttore de La Quercia nella quale giustificava la mancata pubblicazione di tre articoli, definiti oggi “faziosissimi”, dell’ing. Casagni, dell’ing. Foschi e dell’arch. Fontanesi, inviati da questi noti e autorevoli consorziati ingenuamente al periodico dell’Associazione Pro Olgiata. Articoli che i lettori di Olgiata Nostra hanno potuto leggere integralmente.  

La Quercia sembra una pianta malata, come  oggi se ne vedono tante nel nostro comprensorio. Censura, fiancheggia, sproloquia. Come quando afferma che è meglio “la continuità”, ignorando che l’alternanza è il sale della democrazia.  Purtroppo il sistema elettorale dell’Olgiata non funziona più. Oltre la metà degli elettori non partecipa alle assemblee e questa rappresenta la vera maggioranza, l’altra metà è manipolata attraverso le deleghe. E’ necessario mettere mano  al più presto, quindi, alle regole per evitare che la “continuità” si tramuti in dittatura. Questa sì rappresenta, oggi, il vero salto nel buio!

Non ci sembra, quindi,che non esista alcun motivo per stare allegri. La Pro Olgiata sostiene di essere stata determinante nell’esito delle votazioni, ma pochi dei consiglieri eletti militano nelle sue file e perfino l’ex presidente dell’associazione e vice presidente del Consorzio per due mandati, l’ing. Pierandrea Felici,  ha dovuto subire l’onta del declassamento in Consiglio. La verità è che oggi in Via Bragaglia c’è un solo uomo al comando. Ci auguriamo che egli riesca a mantenere la promessa che ha incantato tanti olgiatini e la stessa Quercia: mantenere il comprensorio chiuso e privato con una nuova convenzione con il Comune di Roma. 

Un’ultima risata: l’opposizione vuole lo sfascio del Consorzio! E’ l’accusa più ridicola mai lanciata contro di noi che chiediamo semplicemente molta più trasparenza nella gestione!