La propaganda elettorale del Consorzio

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Da tempo il sito del Consorzio invece di informare sul comprensorio o sui problemi con il Comune di Roma sembra impegnato in una campagna denigratoria contro l’associazione Olgiata Nostra, utilizzando in maniera impropria il sito consortile e gli indirizzi  email rilasciati dai consorziati per comunicazioni interne. Oggi, il Consorzio non chiede una rettifica al sito di Olgiata Nostra, che neppure nomina, non avendo in effetti nulla da smentire, ma prende spunto dalla notizia del licenziamento del comandante Giovanni Caputo per definirla una fake news, in modo da gettare fumo negli occhi dei consorziati. Un altro tentativo, ormai quasi quotidiano, per ampliare il consenso elettorale  per un terzo mandato.

Per il presidente del Consorzio solo alcuni mesi fa era da considerarsi una fake news la lettera inviatagli dall’ex consigliere dimissionario prof. Fernando Aiuti, a suo dire pervenuta a noi e non al Consorzio (salvo poi a rispondergli privatamente qualche giorno dopo). E così sarebbe oggi una non notizia il  licenziamento dell’ex commissario di polizia Giovanni Caputo, per diversi anni encomiato e premiato dall’avv. Bernardi e ora definito un semplice signore, che avrebbe perso il posto semplicemente perché la sua posizione lavorativa sarebbe stata eliminata con l’avvento del nuovo sistema di sicurezza. 

Sembra incredibile che l’avvento del nuovo sistema di sicurezza faccia venir meno l’esigenza di un coordinatore della vigilanza, un uomo di rara esperienza come il comandante Caputo che in pochi anni aveva saputo infondere un nuovo spirito di corpo nella nostra vigilanza, e che tutti i consorziati avevano apprezzato.
Da quanto ci risulta il motivo risiede invece nella posizione contraria assunta dal Comandante su alcune promozioni e sulla assunzione di parenti di alcuni vigilantes e anche, infine, sulla sua resistenza all’utilizzo della Guardiania per la raccolta delle deleghe, che stando ai rumors interni dei residenti sembra sia ripresa nelle ultime assemblee.
Non è la prima volta che la vigilanza viene strumentalizzata, e Olgiata Nostra, che fin dal suo esordio se ne è occupata insieme all’ing. Giorgio Fabbi, che ne aveva denunciato il fenomeno all’epoca dell’amministrazione Munno, ritiene che se così fosse il corpo della vigilanza verrebbe svilito nel proprio ruolo. Quello che il comandante “rispedito a casa” voleva proprio evitare.

Infatti, come dargli torto? Non  c’è nulla di peggio che farsi notare per questo genere di compito – perchè c’è sempre qualcuno che nota se un vigilante si mette a raccogliere deleghe. Un’attività che denota quanto quel vigilante sia asservito all’amministratore di turno. È la professionalitá che ne verrebbe messa in dubbio e con essa la fiducia riposta dai consorziati, che potrebbero infatti chiedersi: si tratta di uno assunto perché è davvero capace o perché ha aiutato nella raccolta delle deleghe?