In alto mare la trattativa tra il Consorzio e il Comune

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“Presto il cda sarà in grado di dare risposte anche sulla questione della scadenza del termine di proroga per la consegna delle infrastrutture previsto nella Convenzione del 1968 (termine prorogato dalla delibera comunale del 2011)”.  E’ quanto sostiene il Consorzio nell’ultimo comunicato di inizio anno, oltre ad assicurare i consorziati sul successo del piano sicurezza che avrebbe avuto la conseguenza  di azzerare i furti nel comprensorio. Il comunicato così conclude: “L’assemblea consortile sarà prontamente convocata – per informazioni dettagliate e per le delibere necessarie- non appena, in auspicati tempi brevi, la soluzione giuridica sarà chiaramente delineata”.  

Ormai mancano undici mesi alla scadenza della proroga della Convenzione con il comune di Roma con la quale è stata postergata la consegna delle infrastrutture gestite dal Consorzio, diventate anche di sua proprietà grazie all’accordo transattivo con la Sales sud di alcuni anni fa,  ma  l’obiettivo del presidente del Consorzio, Giuseppe Bernardi, di mantenere il consorzio chiuso ed autogestito (aspirazione condivisa da tutti i consorziati) non sembra purtroppo proprio a portata di mano. 

Basta leggere la lettera dello stesso Bernardi al Comune di Roma inviata il 19 novembre scorso che nel richiedere un nuovo incontro scrive: “affinché si possa iniziare ad esaminare quale potrebbe essere il “meccanismo/regime giuridico da instaurarsi per l’utilizzo, la gestione e la manutenzione di detti beni”. Solo 15 giorni prima il Consorzio aveva inviato al Comune una relazione a firma dell’arch. Dario Stochino con la quale erano state indicate e riepilogate le particelle su cui gravano le proprietà del Comune. Con la più recente  lettera l’avv. Bernardi ribadisce che il Consorzio non è subentrato negli obblighi assunti dal lottizzatore con la determina n.1198 del 2011 (la proroga che scadrà il 15 dicembre prossimo), ed è estraneo alla convenzione stipulata dalla Sales e dal Comune nel 2004 oltre che agli obblighi fideiussori assunti dalla società del costruttore Antonio Pulcini. 

Così il presidente del Consorzio risponde a una lettera di soli quattro giorni prima firmata dal direttore di direzione del Dipartimento Programmazione del  Comune di Roma ing. Antonio Fernando Di Lorenzo, dal funzionario responsabile Marco Eramo e dal direttore Cinzia Esposito in cui si sostiene invece che i rappresentanti del Consorzio presenti alla riunione del 30 ottobre scorso (oltre a Bernardi la dott.ssa Rosaria Marino e il dott. Paolo Andrea Taviano) “hanno ritenuto fondata la constatazione più volte formulata dallo scrivente Dipartimento, secondo la quale per effetto degli atti di transazione (con la Sales sud n.d.r)”, ricadono sul Consorzio gli obblighi della società di Pulcini. E di conseguenza il Comune reitera la richiesta della fideiussione già richiamata in altre lettere e sempre respinta dal Consorzio. 

Dall’intenso scambio di lettere tra il Consorzio e il Comune tra il 2018 e il 2019 si evince una chiara e dura contrapposizione. Da parte dei responsabili del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica

si chiede  conto al Consorzio di tutti gli impegni della Sales sud in forza della cessione gratuita dei terreni (poco più di 50 ettari )e delle infrastrutture mentre  il Consorzio respinge ogni obbligazione e chiede come continuare a possedere e a gestire le infrastrutture del comprensorio al fine di mantenere lo status quo di consorzio chiuso e privato almeno fino al 2100 come previsto dallo Statuto. Pertanto, da un punto di visto tecnico esiste un’impasse di non facile soluzione, mentre da un punto di visto politico esiste qualche vaga promessa, ma nulla di più. 

Resta solo la segreta speranza da parte dell’avv. Bernardi, condivisa con il Cda del Consorzio, che il Comune assuma una decisione politica lasciando al Consorzio la proprietà e la gestione delle infrastrutture senza alcun corrispettivo. In via Bragaglia da tempo si afferma: “Quale interesse avrebbe il Comune ad accollarsi gli oneri di gestione che i consorziati sostengono da oltre mezzo secolo?” Fra undici mesi scade però la proroga della Convenzione e se non ci sarà una decisione politica e cioè un atto della Giunta del Comune di Roma, la proprietà delle infrastrutture passerà automaticamente al Comune con un enorme problema per l’operatività del Consorzio.