Il “Re è nudo”, ma chiede un plebiscito ai consorziati

0
183

“Il re è nudo” è una celebre frase detta da un bambino nella fiaba ‘I vestiti nuovi dell’imperatore’ di Hans Christian Andersen. L’esclamazione ci è venuta spontanea dopo aver letto l’odierna lettera inviata ai consorziati  dal presidente del Consorzio Giuseppe Bernardi, che indice una specie di plebiscito su un progetto di autoderminazione del Consorzio e che ricalca ciò che il Movimento Olgiata Nostra propose dieci anni fa. Diciamo subito che invitiamo a rispondere affermativamente ai quesiti che oggi il Consorzio ci pone, ma mettiamo in guardia tutti dal considerare conclusa la trattativa con il Comune di Roma. Se l’avvocato Bernardi, dopo aver ricevuto un consenso quasi unanime a trattare nel corso dell’assemblea di due anni fa oggi ha bisogno di un plebiscito vuol dire che l’intesa agognata non è nè facile nè pacifica. 

Innanzitutto appare alquanto strano che per invitare i consorziati a dare il consenso allo status quo del Consorzio e all’acquisizione dei terreni che appartengono al Comune (una ventina di ettari, tra cui per metà costituiti dal bosco di Pratolungo) il presidente del Consorzio usi il logo del Comune, come se fosse quest’ultimo a indire il sondaggio. Fa sorridere poi il tono autocelebrativo della missiva in cui si parla di aver lavorato intensamente in questi anni, quando tutti sanno (grazie a questo sito) del dialogo tra sordi che c’è stato tra gli uffici tecnici del Comune e il Consorzio. Ma diamo per buono il racconto unilaterale secondo cui “la soluzione positiva da noi auspicata e cioè quella di rimanere nel detto stato di fatto in cui ci troviamo per tutta la durata del Consorzio (2100)” sia fondata, ma non riusciamo a capire perché bisogna sempre gridare che c’è un nemico alle porte per “stringersi a coorte”. A noi non risulta che nessuno, proprio nessuno abbia interesse a cambiare lo status quo. E’ vero che alcuni hanno minacciato di abbandonare il Consorzio ( si contano sulle punta di una mano), ma si tratta di una semplice reazione a un modo di gestire la cosa comune da anni non condivisa. Non solo, questi consorziati per ben due volte hanno vinto una causa sulla natura giuridica del Consorzio contro l’avv. Bernardi. Vedremo cosa dirà la Cassazione, ma è difficile pensare a un ribaltamento di due sentenze. 

Infine, il plebiscito che Bernardi oggi invoca avrebbe ben altra valenza se a chiederlo fosse stato il Comune. Il fatto che l’idea appaia solo di Bernardi, a nome del Cda del Consorzio, significa che la posizione negoziale oggi è purtroppo debole, ovvero che “il Re è nudo”.