Il Golf cerca il rilancio. Il Consorzio ha qualcosa da imparare?

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Nei prossimi giorni i soci del Golf Club dell’Olgiata sono chiamati a confermare o a modificare la guida del Circolo sportivo più prestigioso del comprensorio,  che ha bisogno di una nuova strategia per affrontare l’emorragia degli iscritti, oggi intorno ai 555 dopo le recenti dimissioni di 120 unità a fronte di 16 nuovi arrivi. Il presidente Giovanni Sernicola si ricandida con un programma che prevede una sensibile riduzione dei costi e nuove iniziative che coinvolgano i circa 900 proprietari del club che attualmente non partecipano alla vita del circolo. 

Altre buone idee sono state avanzate in questi giorni da alcuni soci e tra queste speriamo che si faccia sempre di più affidamento sui residenti del comprensorio per assicurare lo sviluppo di uno dei più bei campi da golf del mondo. Dobbiamo tra l’altro compiacerci che tra il Circolo e il Consorzio da qualche anno esiste un proficuo rapporto di collaborazione, che certamente torna a vantaggio anche del comprensorio. 

Per partecipare all’assemblea prossima del Club,  prevista per domenica, 1 dicembre, l’invito di convocazione prevede che possano intervenire solo i soci in regola con il pagamento delle quote  e con un numero massimo di tre deleghe. 

Da tempo si parla all’Olgiata di evitare che le elezioni per il Consorzio diventino una caccia grossa alle deleghe, che spesso si raccolgono anche attraverso non consorziati, come guardie, fornitori e faccendieri. In questi giorni il Consorzio ha deciso di mettere alla gogna, seppure nella parte riservata del proprio sito, coloro che non sono in regola con i pagamenti. Non sarebbe il caso di limitare la partecipazione dei morosi del Consorzio alle prossime assemblee, così come fa il Golf? E affrontare le morosità anche cercando di contenere le spese, soprattutto legali?

Naturalmente c’è da cambiare lo Statuto, che recentemente è stato modificato per consentire il terzo mandato motivandolo con la “necessità” di assicurare continuità al Cda nel momento in cui  sta per scadere la proroga della Convenzione con il Comune di Roma e si stanno ponendo le basi per un nuovo accordo (di cui non si sa, come al solito, nulla!). Forse anche l’ eccezionalità che ha giustificato la modifica statutaria andrebbe pure riconsiderata per evitare incrostazioni di potere che allontanino sempre di più la partecipazione dei residenti alla vita del Consorzio, fissata non molto tempo fa al 2100.