Il coronavirus rivela che l’Olgiata non è un comprensorio chiuso

0
353

Il 13 marzo il sindaco del Comune di Roma, Virginia Raggi, ha emesso un’ordinanza, basata su una serie di provvedimenti governativi per chiudere parchi, ville e aree giochi recintati fino al 25 marzo. Ieri sera, 22 marzo,  il presidente del Consorzio, Giuseppe Bernardi, ha diramato una comunicazione per affermare che l’Olgiata pur essendo un comprensorio privato deve adeguarsi a tale ordinanza che scade dopo domani, anche se è ragionevole pensare che verrà prorogata. “I nostri Gpg”, continua la nota, “ sono impegnati nel controllo del territorio e pur non avendo poteri di polizia, sono stati incaricati di sorvegliare che detti provvedimenti siano osservati, invitando, ad es. i consorziati a non costituire assembramenti e a non svolgere attività’ motoria più lontano dei 200 mt dalla propria abitazione, come stabilito  dall’ordinanza della Sindaca. Non rispondiamo, cortesemente, ai Gpg che abitiamo tutti a largo Olgiata 15 e quindi possiamo girare liberamente per tutto il comprensorio, come qualcuno pare abbia fatto. Le disposizioni ai Gpg saranno aggiornate non appena sarà pubblicato il decreto preannunciato nella giornata di ieri dal Presidente del Consiglio dei Ministri, con riferimento ad es. ai cantieri edili e ad altri servizi.
E ‘ stata data disposizione ai Gpg di chiedere l’intervento della forza pubblica nel caso siano rilevate situazioni di violazione dei provvedimenti”. Nell’ordinanza del 13 marzo del Comune di Roma non c’è traccia dei 200 metri di cui parla la nota consortile, ma non è questo il punto. Se il comprensorio è privato e chiuso o addirittura un condominio, come stabiliscono due sentenze del Tribunale di Roma di primo e secondo grado, come può applicarsi il divieto cui fa riferimento il solerte avvocato Bernardi? Con ciò non vogliamo sostenere che non sia pericoloso evitare assembramenti e che bisogna fare di tutto per stare alla larga dalle persone per evitare contagi, ma siamo sempre meno convinti che l’Olgiata sia un comprensorio chiuso. Tanto più che ormai mancano pochi mesi alla scadenza della proroga per la consegna delle infrastrutture consortili al Comune di Roma.