Il Consorzio si conquista con un pugno di deleghe!

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Un consorziato che oggi siede nel consiglio in scadenza e che pretende di modificare lo statuto per altri tre anni aveva fatto alcune osservazioni per l’attuale presidente del Consorzio, Giuseppe Bernardi sui risultati dell’assemblea del 2013  per studiare le strategie elettorali  del 2016. Egli scriveva: ”i consorziati votanti sono stati 261 per un totale di 614.000 carati. In altri termini una percentuale di proprietari che varia dal 13 al 10% del totale ha rappresentato il 61,4% dei carati totali del Consorzio”. Quindi per controllare il Consorzio basta un pugno di consorziati.

“Il voto ha espresso un indice di concentrazione dei carati molto elevato. Il 16% degli elettori ha portato deleghe pari al 61% dei carati. In particolare: 43 elettori con deleghe fino a 5000 carati, pari al 16% degli elettori (261), ha presentato deleghe per 379.477 carati, pari al 61% dei carati presenti (614 mila carati); 77 elettori con deleghe fino a 2000 carati, pari al 29% degli elettori (261) ha presentato deleghe per 498 mila carati pari all’81% dei carati presenti (614.000).  

Se si pensa che in quell’assemblea il più votato fu Antonio Apostolo con 303,5 mila carati seguito da Bernardi, Pocek, Felici, Santiapichi, Bianchini, Franzitta, Poletto e Foschi (quest’ultimo con 278,9 mila carati) è evidente che bastano meno di 43 grandi elettori per imporre il Cda dell’Olgiata che rappresenta quasi 10mila abitanti. Invece di studiare come evitare una tale elevata concentrazione di potere, per esempio riducendo il numero di deleghe, allungando i tempi della votazione o convincendo molti più consorziati a votare, questo Cda  ha pensato addirittura a concedersi una proroga di altri tre anni con una modifica ad personam dello Statuto.

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