Il Comune rinuncia a gestire l’Olgiata e il Cda chiede un parere ai consorziati

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Il Consorzio sta per inviare una lettera a tutti i consorziati per conoscere il loro parere su un’ipotesi di accordo con il Comune di Roma che prevede la rinuncia da parte del Campidoglio all’acquisizione delle opere di urbanizzazione del Consorzio (strade, illuminazione, impianto di depurazione etc.) in cambio di una cessione di terreni. La notizia appresa da Olgiata Nostra, pur non corredata da molti dettagli, rappresenta una grande svolta per il Consorzio Olgiata e per la valorizzazione del comprensorio. Ciò significa che il comprensorio dovrà provvedere alla propria gestione per sempre, si pensi per esempio alle spese previste per il rinnovo dell’impianto irriguo, ma anche il definitivo riconoscimento del comprensorio privato dell’Olgiata che ha raggiunto notevoli livelli di sicurezza e di efficienza (si pensi alla diffusione della super fibra) che lo rendono unico nel panorama edilizio della capitale e non solo. L’accordo con il Comune di Roma potrebbe quindi costituire un impulso considerevole alla ripresa del mercato immobiliare del comprensorio, che ha registrato un imprevisto interesse da parte dei romani nel periodo del lockdown e che ora sta crescendo in termini di scambi e di richieste di locazione. Le agenzie immobiliari consultate recentemente da Olgiata Nostra segnalano tuttavia una stabilità dei prezzi negli ultimi mesi, dopo qualche cenno di ripresa all’inizio dell’anno. L’accordo con il Comune di Roma e il superbonus al 110 per cento per la riqualificazione degli immobili potrebbero costituire due spinte formidabili per portare il mercato immobiliare dell’Olgiata su ben altri livelli. A questo proposito la società Enelx, specializzata nell’offerta di progettazioni innovative per la casa, anche al fine di conseguire risparmi energetici, ha contattato recentemente il Consorzio per offrire i suoi servizi. Proprio con l’intento di costruire un comprensorio efficiente sotto l’aspetto energetico alcuni consorziati, tra cui molti soci di Olgiata Nostra, si riuniscono da circa un anno per studiare come far diventare il nostro comprensorio una smart city. 

L’accordo con il Comune, come sosteniamo da tempo, è comunque la premessa indispensabile per qualsiasi tipo di investimento sia da parte del Consorzio sia da parte dei consorziati. Anche la riduzione del preventivo di bilancio 2020, molto dibattuta all’interno del Cda del Consorzio, rappresenta la fase attendista che stiamo vivendo in attesa della scadenza della proroga della Convenzione con l’Amministrazione Capitolina che scadrà a metà dicembre di quest’anno. Tuttavia, prima di cantare vittoria, è opportuno capire qual è il vero costo dell’intesa. Quali e quanti terreni di proprietà del Consorzio sarebbero ceduti? Si tratta di terreni perimetrali che potrebbero essere richiesti per esempio per una futura via di accesso diretta con la Cassia bis, che permetterebbe un raccordo meno tortuoso della via Formellese, o si tratta di terreni all’interno del comprensorio di cui non si comprenderebbe l’utilità per il Comune? E non sarebbe meglio in questo caso offrire dei soldi invece di una proprietà immobiliare? Non sarebbe anche il caso che il Comune cedesse al Consorzio i circa 20 ettari di terreni di sua proprietà tra cui il bosco di  Pratolungo? Al Consorzio per il momento le bocche sono cucite per evitare che l’intesa con il Comune naufraghi prima di prendere il largo, ma che senso ha indire un sondaggio se non è accompagnata  da una informativa puntuale sulla trattativa portata avanti negli ultimi mesi dal presidente Giuseppe Bernardi con Rosaria Marino e Paolo Andrea Taviano?