Il Comune chiede al Consorzio di mettere a norma le strade

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“Il dialogo con il Comune di Roma comporta esperienza giuridica”, dice il presidente del Consorzio, Giuseppe Bernardi, che di professione fa l’avvocato nella recente lettera inviata al presidente di Olgiata Nostra, Enrico Morelli, motivando la necessità di rieleggerlo per la terza volta alla guida del Consorzio con una “legge ad personam”, ovvero modificando lo Statuto. Peccato che questa esperienza non l’abbia sfoderata nel firmare l’accordo con la Sales sud che ci ha permesso di ottenere le strade insieme a metà dei terreni che la società del costruttore Antonio Pulcini avrebbe dovuto cedere secondo le Scritture private firmate dall’ex amministratore giudiziario Vincenzo De Paola. Cosa ha dimenticato il noto legale dell’Olgiata? Semplicemente una clausola di salvaguardia sulle obbligazioni propter rem, come le chiama il Comune di Roma nell’ultima lettera inviata al Consorzio a proposito delle infrastrutture e in particolare delle strade del comprensorio. E dire che questa clausola gli era stata richiesta dal presidente di Olgiata Nostra che non fa di professione l’avvocato!  Anzi quest’ultimo, rassicurato dall’assenso dell’avvocato Bernardi, è rimasto talmente sorpreso nel constatare il contrario da denunciarlo immediatamente su questo blog qualche anno fa. Naturalmente questa scoperta non è stata facile, perché l’atto di transazione tra la Sales sud e il Consorzio non è stato mai pubblicato e Morelli l’ha potuto esaminare solo dopo averlo chiesto inutilmente per un mese al direttore Fabrizio Forlini ed essersi rivolto al sindaco Alessandro De Micheli. 

La segretezza con la quale  di solito si muove il sig. Bernardi è davvero curiosa! I contatti con Pulcini per raggiungere l’accordo sono avvenuti a quattr’occhi e solo dopo che erano stati definiti Bernardi si è fatto affiancare dal vice Pierandrea Felici. Una situazione analoga si è ripetuta nei primi incontri con il Comune di Roma, dove il signor Bernardi si è “sbarazzato” del prof. Fernando Aiuti, e si è fatto accompagnare solo in seguito da Felici. Il tema dei rapporti con il Comune è stato per anni un vero e proprio tabù perfino per il Cda! E qui è il caso di dire che la colpa del ritardo nella trattativa è dell’intero Consiglio, che ha pienamente delegato al presidente la più importante missione del mandato affidatagli dai consorziati. 

Oggi appare inquietante che il presidente del Consorzio attenda “spensieratamente”  che il Comune studi la Convenzione, che avrebbe iniziato a fare secondo quanto lui ammette solo un anno e mezzo fa. Ma chi ha più interesse a sapere come va a finire la storia, visto che il Comune sa benissimo che al 15 dicembre 2020 comunque vadano le cose tutte le infrastrutture, comprese strade e terreni (oltre 20 ettari, tra cui il grande bosco al centro dell’Olgiata, definito dall’ex capo di gabinetto della Giunta Alemanno, Antonio Lucarelli “una bomba a orologeria”) passeranno di diritto nella sua esclusiva proprietà? Cosa resterà al Consorzio se non la possibilità di andare con il cappello in mano al Campidoglio e chiedergli la gestione di qualche infrastruttura? E non pensa il Consorzio che il Comune gli chiederà innanzitutto l’adempimento delle obbligazioni “propter rem” di cui parla nell’ultima lettera di metà marzo, come per esempio la messa a norma delle strade del comprensorio (loro ampliamento e costruzione di marciapiedi, vedi allegato F della Convenzione), di cui nessuno dei consorziati avverte la necessità, ma che il Consorzio sarà obbligato a eseguire a proprie spese grazie alla proprietà delle strade? Di chi sarà la responsabilità di questa spesa milionaria? E di tutto questo secondo il sig. Bernardi non è ancora  giunto il momento di discutere? 

Grazie al prof. Aiuti i consorziati ottennero nel 2011 un periodo di nove anni per trattare, ora grazie al sig. Bernardi il tempo residuo si è ridotto a pochi mesi. Ci vuole un bel coraggio a chiedere che si cambi lo Statuto per riconfermarlo. O no? (10.continua) 

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