I misteri della lista che ha messo alla gogna 320 consorziati

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Ben 320 consorziati sono stati “messi alla gogna” mercoledi scorso  dal Consorzio Olgiata. Dopo aver gridato ai quattro venti sin dall’estate scorsa che il Consorzio avrebbe reso noto l’elenco dei morosi, il presidente Giuseppe Bernardi ha dato il nulla osta alla pubblicazione della ”lista nera” sul sito web consortile nell’area riservata. Ma la lista è stata modificata nel giro di 24 ore. La prima versione conteneva a fianco di ogni consorziato una nota, che specificava se era in corso un contenzioso, la seconda versione risulta completamente purgata. E alcuni nomi di morosi per pochi spiccioli di interessi sono stati cancellati! Come mai? Forse perché qualcuno si è accorto che qualche consorziato, pur essendo in forte arretrato, non è stato “toccato” mentre altri in debito di qualche centinaio di euro risultavano “inseguiti” dall’avvocato interno del Consorzio.

La lista nera del Consorzio risulta comunque esagerata perché mette alla gogna almeno 120 consorziati per cifre al disotto di mille euro, spesso per alcune decine di euro.  Non a caso, nella seconda versione una ventina di queste posizioni sono state eliminate.  

La pubblicazione della lista dei crediti del Consorzio è comunque ingiusta, perché non rivela l’identità dei consorziati nascosti dietro le società, che spesso sono in debito per diverse decine di migliaia di euro. Per la tranquillità di tutti, queste società sono interessate (tranne qualche rara eccezione) dalle azioni di recupero del Consorzio. Tra queste società figura il grosso debito della Sales sud del costruttore Antonio Pulcini già segnalato nei bilanci degli anni recenti. Un ottavo dell’esposizione totale del Consorzio riguarda proprio questa società che possiede tuttavia diversi immobili nel comprensorio. Tra i maggiori debitori, come tutti sanno c’è, da tempo, l’ambasciata di Somalia, che ha toccato un’esposizione pari a circa la metà di quella della Sales sud. Non sarebbe il caso, dice un esperto, di rivolgersi al ministero degli Affari esteri?

La lista pubblicata da Bernardi è interessante soprattutto perché fornisce un quadro aggiornato della posizione finanziaria del Consorzio. La somma dei crediti vantati per quote consortili non pagate ammontava  a 1.625.000 euro circa al 31 gennaio scorso, qualche migliaio di euro in più di un anno prima (1.618.661 al 31.12.2018). La situazione generale, pur essendo pesante, non è peggiorata nell’ultimo triennio, anche se si è aggravata del 22% rispetto al primo anno della gestione del noto avvocato (1.328.959 alla fine del 2013), quando non esisteva un legale interno.  

C’era bisogno quindi di diffondere i nomi di 320 consorziati, talvolta per cifre ridicole? Bastava citare solo chi deve oltre 5000 euro, che è più o meno l’ammontare delle quote consortili di un anno di una villa unifamiliare. Quanti sono i morosi che superano questa soglia? Solo 63.  Appena il 3 percento dei consorziati, che da tempo rendono difficile, però,  la gestione del Consorzio. Questi sì che andrebbero messi veramente alla gogna. E’curioso infine notare che quei pochi consorziati che vengono additati come pronti a lasciare il Consorzio sono tra quelli che pagano regolarmente le quote o registrano un’esposizione modesta.