Inchiesta/6 – L’Olgiata sta affondando come il Titanic? Il dramma del Consorzio

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L’Olgiata sta affondando come il Titanic? E’ questa la domanda che si sono posti molti consorziati che hanno partecipato domenica pomeriggio alla riunione convocata da Olgiata Nostra per esaminare la situazione del Consorzio. All’incontro erano presenti, tra gli altri, i seguenti consorziati: Morelli, Villa, Montesoro, Foschi, Assumma, Apostolo, Benevolo, Meneguzzo, Pellegrino, Pellegrini, Altarocca, Di Pirro e l’architetto Alessio Fontanesi, già consigliere del Consorzio.

Mancano meno di 400 giorni lavorativi (tolti i fine settimana e il mese di agosto) alla scadenza della proroga, concessa dal Comune di Roma il 15 dicembre 2011, per la cessione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria (strade, illuminazione, depuratore) e ben tre Cda, uno guidato da Munno e gli altri due da Bernardi, in ben nove anni, non hanno concluso nulla per impedire che il 15 dicembre 2020 (al massimo) il Comune entri in possesso del “frutto” della concessione rilasciata con la Convenzione del 1968 e scaduta nel 2008.

L’attuale Cda è stato paragonato dai consorziati, presenti alla riunione, come i violinisti del Titanic che suonavano mentre il transatlantico  incastrato in un iceberg (che oggi è possibile raffigurare con il Campidoglio) sprofondava nelle acque gelide dell’Atlantico. E l’avvocato Bernardi, come il comandante del Titanic, non intende lasciare la nave: non perché pensa che prima si debbano salvare i passeggeri, ma semplicemente perché nutre speranze che l’iceberg si scioglierà da solo! Quel che appare ancora più allarmante è che mentre alcuni consorziati “furbi” hanno deciso di vendere casa temendo che il comprensorio faccia la fine di Casalpalocco (proprio nel momento in cui i furti sembrano essersi azzerati!), tanti altri “passeggeri consorziati” vengono persuasi dalla favola-ritornello di via Bragaglia, secondo la quale il Comune non avrebbe interesse ad accollarsi la spesa della manutenzione delle strade e in genere del comprensorio. Ma al Comune può impensierire la gestione di una rete stradale di una trentina di chilometri quando ne amministra (male) ben 6 mila?

In ogni caso i fatti non danno ragione a Bernardi e tanto meno a coloro che pensano che si debba cambiare lo Statuto per affidargli la guida negli ultimi giorni di sopravvivenza del comprensorio privato dell’Olgiata.

Spieghiamo cosa preoccupa i soci e i simpatizzanti di Olgiata Nostra.  La convenzione del Consorzio è scaduta nel 2008 e chiunque può leggere cosa prevede l’art.12: “Resta convenuto che le opere, gli impianti e i manufatti relativi alla urbanizzazione primaria e secondaria…saranno ceduti…al Comune, dopo la scadenza della Convenzione, a richiesta dello stesso per quanto attiene alla rete stradale principale del comprensorio con annesso impianto di fognatura, di illuminazione, e rete di innaffiamento e impianti inerenti” e così prosegue: “(…) qualora non sia stato possibile addivenire, nei tempi e termini previsti, alla stipula dell’atto di cessione delle opere, queste passeranno di diritto nella piena proprietà e disponibilità del Comune (…) alla scadenza della presente convenzione per quanto riguarda il comprensorio privato, senza obbligo da parte del Comune medesimo a compensi o rimborsi di qualsiasi natura”. La cessione è stata spostata con la determina dirigenziale del 15.12. 2011 al massimo al 15.12.2020. E questa è pertanto la data ultima, anche se il Consorzio non rispondesse alla lettera del 9 febbraio 2018, che invita il Consorzio tra l’altro a fornire “un elaborato planimetrico che consenta l’individuazione…delle infrastrutture e delle relative aree di sedime che risultano già cedute all’Amministrazione, di quelle che devono essere ancora consegnate, …di tutte quelle delle quali il Consorzio è divenuto proprietario in forza degli atti di transazione in oggetto (le strade ottenute dalla Sales sud gratuitamente n.d.r.)”.

Ciò significa che in qualsiasi momento, e comunque fra un anno e 10 mesi, il Comune può dichiarare di essere entrato in possesso delle opere di urbanizzazione per effetto della Convenzione. Il Consorzio non avrebbe più la gestione della manutenzione delle opere di urbanizzazione e delle strade e potrebbe chiedere di eliminare le sbarre di ingresso (proprio nel momento in cui l’Olgiata ha deciso di aprire un terzo varco!) e pochi mesi dopo aver speso 1,5 milioni di euro per il piano di sicurezza, aver esteso l’illuminazione e realizzato una bella “rotonda panoramica” sulla cascatella dell’Olgiata! Chiunque potrebbe allora venire a fare un picnic nei prati del comprensorio e muoversi liberamente. Chi vorrà, poi, continuare a pagare il Consorzio e la Vigilanza?

In questa drammatica situazione, si può oggi affidare la salvezza del comprensorio a un uomo solo e “autoritario” come l’avv. Bernardi, fedelmente assistito dall’ing. Pierandrea Felici, perfino concedendo loro la modifica dello Statuto? Non è forse necessario un cambio di passo con un Consiglio nuovo e rappresentativo di tutto il comprensorio che possa fare proposte credibili e appetibili al Comune per ottenere una nuova Convenzione per la durata del Consorzio, ovvero fino al 2100, o quanto meno per altri 40 anni? Oggi, per quanto se ne sa (la trasparenza non è un must per questo Cda)  non è ancora partita alcuna proposta per la sindaca Virginia Raggi. Anzi risulta ad Olgiata Nostra che la strategia di Bernardi sia semplicemente quella di attendere le richieste del Comune! Insomma, dobbiamo aspettare che l’iceberg si sciolga da solo, con il rischio di affogare? (6. Continua)

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