Michele Montesoro: “noi parteciperemo solo all’assemblea ordinaria”

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Tutti  i consorziati che lo vorranno potranno iscriversi  soltanto alla parte ordinaria dell’assemblea convocata dal Cda uscente per sabato 25 maggio. Lo potranno fare segnalandolo al momento della registrazione, ovvero della verifica dei poteri, iniziata già sabato scorso.  Lo sostiene l’avv. Michele Montesoro, coordinatore della squadra Amici dell’Olgiata in questa intervista a Olgiata Nostra. Così sarà possibile impedire di modificare lo Statuto e “radicare” per altri tre anni l’attuale Cda in via Bragaglia, la sede del Consorzio. 

All’avv.  Montesoro Olgiata Nostra ha posto cinque domande di grande attualità per i consorziati preoccupati per le richieste del Comune di Roma, per i tanti soldi investiti nella sicurezza, per la gestione futura del Comprensorio. L’Olgiata ha davanti un grande futuro se saprà essere solidale.

  • Lei ritiene democratico cambiare lo statuto per consentire a cinque consorziati, il cui mandato sta scadendo di ripresentarsi?


R.Nei sistemi democratici moderni, in ragione di un imprescindibile bilanciamento di valori ed interessi, si tende a prevedere sempre un numero massimo di mandati. È un antidoto a scongiurare distorsioni della democrazia. Il Consorzio Olgiata è un ente in cui i poteri sono interamente attribuiti al CdA. È quindi necessario mantenere l’attuale limite dei due mandati, che corrispondono a sei anni. Se un CdA si dà un programma è bene che sappia, fin da subito, che dovrà realizzarlo nel tempo massimo concesso. Consentire una dilatazione di tali tempi comporterebbe il lassismo del nostro organo di governo rispetto agli obiettivi che deve perseguire. Ne è un chiaro esempio l’inerzia, dimostrata fino a due mesi fa, dal CdA nei confronti del Comune di Roma.

D. Come giudica la raccolta di deleghe da parte del CdA in scadenza, pare anche avvalendosi di alcune guardie giurate?


R.Laddove tale notizia avesse un fondamento di verità, si dovrebbe ravvisare un segnale di grande debolezza del CdA, costretto ad utilizzare simili espedienti per raccogliere adesioni, allorquando, in ragione del mandato svolto, dovrebbe, di per sé, essere favorito nei consensi. Nondimeno, si appaleserebbe un’allarmante strumentalizzazione del ruolo della Vigilanza. E le guardie giurate, qualora effettivamente si fossero prestate al recupero, porta a porta, delle deleghe, apparirebbero agli occhi dei consorziati, non tanto come garanti della sicurezza del nostro complesso residenziale, funzione per la quale sono assunti e pagati, quanto piuttosto come soggetti asserviti a coloro che sono al potere, pronti a compiacerli anche attraverso attività a cui non sono, in alcun modo, preposti. 

D. Il presidente Bernardi sostiene che coloro che parlano dei rapporti con il Comune di Roma, a parte sé stesso, sono “persone contraddittorie e incompetenti, persone portate indubbiamente a fare confusione per astio o interessi personali, persone che dovrebbero essere considerate idealmente estranee alla nostra comunità”. Come giudica queste parole?

R.Del tutto destituite di fondamento. Trattasi di affermazioni, a dir poco inopportune, assolutamente prive di pregio. Tutti noi candidati vogliamo – come ogni consorziato – il comprensorio privato e chiuso e, muniti di indiscusse competenze tecnico-giuridiche, stiamo lavorando a tal fine. Siamo perfettamente in grado di risolvere i problemi sollevati dal Comune di Roma, che il CdA uscente, nel corso del suo doppio mandato, ha negligentemente trascurato o mal gestito, lasciandoceli, in eredità, irrisolti.  

D. La squadra Amici dell’Olgiata, sostenuta da Olgiata Nostra e da diversi ex consiglieri del Consorzio e noti professionisti del comprensorio ha spiegato sabato scorso il suo programma per contenere la spesa del Consorzio, per superare le criticità del piano sicurezza, per rendere efficiente la gestione consortile e per far diventare il comprensorio non solo un comprensorio chiuso, ma anche una smart city. Ci può riassumere questo programma?

R. Gli obiettivi fissati dall’ONU sono imprescindibili per un mondo sostenibile. In Italia si stanno ignorando, ma io vorrei richiamare l’attenzione su di essi, sia a parole che con i fatti, dimostrandone la loro applicazione nel comprensorio dell’Olgiata.

Possiamo intraprendere queste attività immediate:

Energia: Una delle priorità richieste è il migliore utilizzo della energia, eliminando gli sprechi attraverso il concetto di comunità energetiche. Sul sito della autorità ARERA è spiegato bene, e visto che la normativa è entrata in atto pochi mesi fa, per noi è una opportunità che ci consente risparmi sulle nostre bollette elettriche dei singoli consorziati e soddisfa il dovere civico. Non sono previsti costi, impegni economici, ma solo collaborazioni tra i consorziati che intendono sposare questi concetti importanti. Il nuovo CDA farà da guida culturale, e supporto, senza intervento di “esterni” visto che internamente non mancano le qualità in questo campo.

Centro Acquisti: la comunità Olgiata deve operare verso i provider telematici e di servizi generici come un centro di acquisti unico a disposizione di tutti i consorziati. Acquistare da singoli il medesimo servizio, stando fisicamente nello stesso sito, si fa l’interesse del venditore. Noi, se ci strutturiamo come una comunità vera, acquisteremo meglio i servizi e sprecheremo di meno. È uno dei concetti importanti delle comunità, che ad oggi non solo non si è sviluppato, ma al contrario si è operato al contrario.

Il concetto di smart city. L’Olgiata potrebbe essere da subito considerata un esempio di smart city, in cui la qualità della vita dei singoli migliora grazie alla tecnologia ed alle informazioni in real time. Il concetto fondamentale da tenere presente nei modelli sociali futuri, è che la città smartè fatta dai cittadini per i cittadini, esclusivamente per migliorare la qualità della vita degli abitanti, sprecando di meno, e ottenendo dei risparmi. E il miglior sistema per ottenere questo è organizzare la città in comunità integrate fra loro, ma autonome sulla gestione dei servizi. L’Olgiata ha tutte le caratteristiche native per questo obiettivo, ma nulla si è fatto in questi sei anni, purtroppo, da questo CdA. A titolo esemplificativo, senza entrare nelle funzionalità, posso solo affermare che nel concetto di smart cityla sicurezza gioca un ruolo fondamentale, proprio perché è una esigenza “comune” e non di un terzo esterno.  Tutti devono, se possono. essere integrati e responsabili nel progetto e viverlo come strumento proprio ed affidabile. Al contrario, il CdA ha imposto una sua visione, non integrata nella comunità, anzi da questa sconosciuta, visto che i consorziati che richiedono informazioni in merito non le ottengono. Questo metodo impositivo ed autocratico non è adatto alla costruzione di una comunità, il cui vero valore è l’integrazione di singoli che fanno squadra e sviluppano coesione. 

Il futuro come centro privato e chiuso, è certamente un obiettivo primario e sarà perseguito con professionalità e diligenza, ma anche attraverso una trasparenza verso i consorziati adeguata e dovuta. E se diventiamo un esempio di smart city, autonoma ed indipendente, il comune avrà ulteriori elementi per lasciarci vivere con questi presupposti, piuttosto che intraprendere azioni costose per il proprio bilancio. Questo vantaggio è fondamentale da utilizzare nei prossimi incontri con Roma Capitale.

Il valore economico delle nostre case si sta depauperando anche a causa del mancato stimolo ad essere un centro economicamente integrato ed autonomo. 

Se vivere all’Olgiata da domani sarà bello, positivo, ciò costituirà una opportunità economica, perché gli immobili saranno destinati a crescere di valore.

Il metodo. I sopra esposti sono obiettivi che possono e devono essere perseguiti, con un metodo democratico sia come organizzazione di squadra, sia come rapporto con il consorzio da parte del CdA. La squadra che si presenta è fatta da professionisti complementari, che assumeranno deleghe operative specifiche dove il presidente coordina e si assume la responsabilità contestuale del programma, ma i risultati sono e saranno frutto di un insieme di persone e non di un presidente assistito da “consiglieri” senza responsabilità decisionali. Questo perché non esiste un singolo che gestirà l’Olgiata, ma una squadra integrata con tutti i consorziati, deputata a costruire un proprio destino comune, proprio perché l’Olgiata è solo dei consorziati.

D.  L’imminente tentativo del CdA di radicarsi ulteriormente, modificando di           nuovo lo statuto consortile come può essere scongiurato? 

Certamente attraverso rimedi tecnico-giuridici, previsti codicisticamente. Ma, ancor prima di adire le vie legali, propendo per diffondere ai partecipanti all’assemblea indetta la seguente dichiarazione: 

Io sottoscritto ____________, titolare di ___________ carati, dichiaro che intendo costituirmi e partecipare alla sola assemblea che si svolgerà in sede ordinaria il 25 maggio 2019, in seconda convocazione.

Chiedo pertanto che della mia caratura si tenga conto al solo fine del quorum costitutivo e di quello deliberativo della assemblea ordinaria.

Non intendo partecipare alla assemblea che si terrà in sede straordinaria e contesto le modalità di convocazione che determinano confusione per l’alternarsi delle deliberazioni da assumere in sede ordinaria e straordinaria, rendendo più difficile la libera scelta di partecipare ad una sola o all’altra delle sedi in cui l’assemblea del 25 maggio si compone.

Chiedo, altresì, che venga respinta la candidatura di coloro i quali hanno già espletato il doppio mandato. Ciò ai sensi e per gli effetti dell’art. 15 dello Statuto del Consorzio attualmente vigente

Con l’auspicio che sensatamente se ne avvalgano sottoscrivendola e depositandola.