Ecco il testo della lettera del Comune al Consorzio Olgiata

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Olgiata Nostra è in grado di pubblicare integralmente la lettera che il Comune di Roma il 14 marzo scorso ha inviato al Consorzio Olgiata e che l’avv. Giuseppe Bernardi ha deciso di rivelare solo in parte e in maniera sintetica, arrivando a conclusioni che lasciano immaginare che tutto rimarrà come prima alla scadenza della proroga. Purtroppo, al momento, le cose non stanno così. I lettori troveranno allegata anche l’intera corrispondenza tra il Comune e il Consorzio, da noi ottenuta tramite un semplice accesso agli atti in Campidoglio.

Cosa dice, quindi, la lettera che il presidente del Consorzio non ha interamente rivelato? Innanzitutto il Comune afferma “che le considerazioni esposte dal Consorzio nella lettera del 18.05.2018…non offrono gli elementi necessari per mettere in discussione la legittimità e la fondatezza delle richieste formulate con la nota del 9.02.2018”. In particolare, dice il Comune, il fatto che il Consorzio sostenga che la Sales sud non fosse il lottizzatore del comprensorio e che quindi la modifica alla Convenzione del 2004 possa essere nulla o illegittima (in base alla quale il Comune ha ottenuto i terreni dalla Sales tra cui il bosco di Pratolungo in cambio di licenze per 18 mila mc) non inficia la richiesta del Comune tesa a ottenere entro 18 mesi le strade e le altre infrastrutture. Afferma, in ogni caso, di non aver definito la Sales il lottizzatore e ribadisce il termine della proroga al 15.12.2020. Inoltre, i dirigenti del Comune ricordano al Consorzio che ha preso parte al procedimento per la proroga, ovvero alla determina dirigenziale del 15.12.2011, che ha imputato alla Sales tutti “i gravami connessi al trasferimento dei beni che dovevano ancora essere ceduti e/o consegnati all’Amministrazione”. E aggiunge, poi, che con la transazione del Consorzio con la Sales tutte le obbligazioni relative sono state trasferite al Consorzio. E qui è il caso di far presente che l’avv. Bernardi, malgrado gli avvertimenti di Olgiata Nostra, non ha fatto inserire alcuna clausola di salvaguardia a favore del Consorzio nell’atto transattivo con la Sales sud!  

Alla questione della transazione la risposta del Comune riserva nella lettera ultima molto spazio, come i lettori potranno constatare con i propri occhi. In particolare preoccupa, a nostro avviso, la precisazione relativa ai “gravami discendenti dalla Convenzione urbanistica”  che sono stati accettati dal Consorzio (senza alcuna clausola di salvaguardia). Quali sono questi gravami? Forse, la messa a norma delle strade?  

Il Comune poi sembra prendere atto che la fideiussione per il parcheggio della stazione metro dell’Olgiata spetti alla Sales sud e infatti dice di aver avviato un’azione di verifica. E poi chiude affermando: “l’accertamento puntuale degli atti di transazione… è condizione necessaria per poter procedere alla cessione dei beni che devono essere ancora trasferiti all’Amministrazione”. E aggiunge nelle ultime quattro righe, sulle circa 80 della lettera: “anche per poter avviare una mirata e specifica attività istruttoria finalizzata a verificare la possibilità di definire un regime giuridico e/o una forma di utilizzazione delle attrezzature e delle aree a verde presenti all’interno del Comprensorio Privato dell’Olgiata che tenga conto della sua singolarità e della specifica situazione nella quale si trovano i beni ubicati”. In definitiva il Comune dice al Consorzio: “intanto mi dai tutte le attrezzature: strade, depuratore, impianto di illuminazione e terreni (oltre 20 ettari), e poi verifichiamo cosa ti posso dare da gestire”. Il pericolo è che si tenga una parte delle infrastrutture, come le strade (magari in parte come ha fatto a Casalpalocco) e i terreni, vanificando la possibilità che il comprensorio rimanga chiuso con evidenti problemi per la sicurezza dell’Olgiata.  Non si parla, poi, né per quanto tempo e in cambio di che cosa.

Ecco perché è grave che chi ha guidato il Consorzio negli ultimi sei anni non sia riuscito  a trovare con il Comune una soluzione e abbia scartato un’altra proroga, come suggeriva il prof. Fernando Aiuti, estromesso dalla trattativa dall’avv. Bernardi.  Ora, chiunque erediterà la patata bollente della guida del Consorzio ha solo pochi mesi per trovare una soluzione che non danneggi il comprensorio. Testo della lettera

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