C’è un buco potenziale nel bilancio del Consorzio?

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Dopo i timori per l’apertura dei varchi di accesso che la consegna delle strade e delle infrastrutture al Comune di Roma potrebbe comportare, la preoccupazione maggiore dei consorziati è la situazione finanziaria del Consorzio. In tutte le riunioni dei soci di Olgiata Nostra, che si stanno svolgendo in vista delle elezioni per il rinnovo del Cda, il tema del ”buco” del bilancio del Consorzio  è quello che anima di più   le discussioni. 

La frase della relazione del Cda che crea sconcerto si trova a metà di  pagina 4 ove si dice che “perdurando la situazione l’amministrazione si vedrà costretta all’alienazione di parte dei crediti con conseguente perdita di valore a bilancio”. Qual è quindi la situazione? A pag.6 della nota integrativa al bilancio si scopre che i crediti verso consorziati alla fine dell’anno scorso ammontavano a ben 1.625.027 euro ovvero il 40% circa del totale delle entrate annue. Ben 676.929 sono crediti freschi, ovvero rate del 2018 che molto probabilmente sono già state in buona parte pagate. Ciò che preoccupa il Cda è però il contenzioso che ha raggiunto 922.682,64 euro. La relazione ci fa sapere che già l’anno scorso il Consorzio ha cancellato crediti in quanto inesigibili per 58.835 euro. I crediti recuperati invece hanno toccato i 258.393euro. 

Di fronte a questa situazione l’avv. Jessica Mirra, impegnata spesso in Tribunale per seguire i decreti ingiuntivi,  aveva proposto al consiglio di farsi aiutare nelle pratiche di recupero da un giovane avvocato che sarebbe costato 600 euro al mese. Invece il Cda guidato dall’avv. Giuseppe Bernardi ha optato per una situazione probabilmente più costosa anche se forse più efficace, quella di rivolgersi a una società specializzata di recupero credito. Il nome della società non è stato rivelato e c’è chi dice che sarebbe di proprietà di un consorziato dell’Olgiata. Ma non è questo il punto. Se per ipotesi i crediti in contenzioso venissero ceduti, il Consorzio potrebbe accusare una perdita di almeno l’80 per cento dell’attuale valore, ciò significa oltre 700milaeuro, che i  consorziati sarebbero obbligati a versare in uno dei prossimi bilanci. 

C’è da chiedersi, quindi, quale politica di recupero crediti sia stata praticata finora e come mai il Collegio dei sindaci non spenda neppure una riga per spiegare le criticità della situazione finanziaria del Consorzio, pur affermando “l’esigenza di migliorare…la gestione incassi dei consorziati”.