Carriere lampo nella Vigilanza. Dopo Caputo monta la protesta

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Alcune guardie lamentano una gestione clientelare da parte del vertice del Consorzio. Il problema era stato sollevato lo scorso settembre dall’ex comandante Giovanni Caputo per non avere condiviso alcune promozioni. Risultato: licenziamento per l’integerrimo ex commissario di polizia e richiesta da parte di quest’ultimo di un indennizzo di oltre 130 mila euro, che sarà discussa in Tribunale il prossimo febbraio. 

Ora alcune guardie lamentano l’avanzamento a capitano del vice comandante delle Guardie, Faustini, andato in pensione in questi giorni. E l’assunzione del genero come operaio del consorzio a tempo indeterminato. Ma ciò che sembra aver innalzato il livello del malumore della Vigilanza è la storia di Nicolò Giannini, figlio di Enrico Giannini andato in pensione, circa un anno fa. Assunto al posto del padre è stato protagonista di una fulminante carriera. Entrato come guardia, Nicolò Giannini è diventato subito dopo responsabile della sala controllo con i gradi di sottotenente e nei giorni scorsi è stato promosso a vice comandante delle guardie con i gradi di tenente. Non sarebbe peraltro l’unico caso recente di assunzione al Consorzio di parenti di dipendenti.