Brogli elettorali? Ha ragione la Caruana o il Collegio dei sindaci?

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“Le guardie ci hanno aiutato a raccogliere le deleghe”, rivela a Olgiata Nostra l’ex vice presidente del Consorzio Paola Caruana a proposito dell’assemblea dell’anno scorso convocata per modificare lo Statuto e dare la possibilità a diversi consiglieri di poter continuare a gestire il comprensorio per altri tre anni. Una modifica giustificata dalla necessità di far continuare la trattativa con il Comune per il futuro del comprensorio all’avv. Giuseppe Bernardi. Una motivazione che solo un anno prima non era riuscita a convincere i consorziati i quali avevano deciso di disertare l’assemblea straordinaria. 

In che modo le guardie hanno aiutato Bernardi e altri consiglieri a ribaltare l’anno scorso il giudizio dei consorziati e in cambio di cosa? Le promozioni di alcune guardie e l’assunzione di qualche nuovo vigilante sono state usate come merce di scambio per favorire la raccolta di consensi? E, innanzitutto, come si sono svolti i fatti? Qualche consigliere sostiene di aver ricevuto deleghe nella cassetta delle lettere da parte delle guardie per simpatia mentre qualcun altro le avrebbe ricevute su precisa richiesta. C’è una differenza etica, ma non certo sulle conseguenze finali. Oggi la Caruana ci dice, in sostanza, che le guardie hanno concorso a determinare i risultati delle elezioni 2019 del Consorzio. E questa non ci sembra una fake news!

Una lettera anonima ricevuta dieci mesi fa da Olgiata Nostra sosteneva che alcune guardie avevano dato man forte al presidente Bernardi per modificare lo Statuto. Perfino nel giorno dell’assemblea, aggiungiamo noi,  alcune guardie avevano espressamente consigliato l’avv. Michele Montesoro (che aveva offerto la disponibilità a candidarsi per il nuovo Cda) a lasciar perdere in quanto i giochi erano fatti, come si dice nel gioco della roulette. 

Ma nessuno poteva immaginare l’entità dell’”interferenza”.  Dalla lettera anonima si poteva desumere che almeno135 mila carati potevano essere stati raccolti dalle guardie. Da altre fonti Olgiata Nostra aveva appreso che l’”aiuto” era stato perfino più consistente, circa la metà dei voti raccolti dai consiglieri espressione della maggioranza. 

Tre consorziati avevano raccolto analoghe informazioni e si erano rivolti al Collegio sindacale chiedendo di indagare e di riferire alla prossima assemblea. Nella relazione dell’organismo di controllo al bilancio 2019 allegata al bilancio consuntivo che sarà esaminato dall’assemblea di sabato 26 settembre si legge: “Nel corso dell’esercizio sono pervenute due denunzie ex art.2408 da parte di tre consorziati in merito alle quali il Collegio sindacale espone quanto segue: in relazione alla prima richiesta, pervenuta in data 06.09.19 di accertare l’eventuale svolgimento di attività irregolari non conformi alle norme di servizio da parte delle Guardie Giurate dalle informazioni raccolte presso l’organo amministrativo non risulta alcuna evidenza che tali comportamenti scorretti siano stati posti in essere.  Tenuto conto della genericità della denuncia, peraltro fondata su circostanze non verificabili, il Collegio ha ritenuto di non procedere ad ulteriori accertamenti…” Il Collegio non ripete, come in altri passaggi  della sua relazione, di aver chiesto il parere al rappresentante legale, ovvero all’avv. Bernardi, ma parla di organo amministrativo, ovvero del Cda. Poiché Paola Caruana faceva parte del Cda ed era vice presidente del Cda, c’è da pensare che anche lei avrebbe fornito una versione diversa ai sindaci. Oppure non è vero che la questione sia stata posta al vaglio dell’organo amministrativo?

Quali controlli ha effettuato veramente  il Collegio dei sindaci e in quale seduta del Consiglio? Ha inoltre chiesto lumi all’ex responsabile della sicurezza Giovanni Caputo che era stato licenziato in tronco proprio qualche mese prima dell’assemblea anche per divergenze sulle promozioni di alcune guardie? Ha il Collegio dei sindaci avvicinato alcune guardie, magari a campione, per sapere se avevano partecipato alla caccia alla delega? E chi erano i consiglieri del Cda presenti quando il Collegio dei sindaci ha richiesto notizie al Cda? Il quesito è stato verbalizzato? 

Se i consorziati non riceveranno risposte esaurienti prima o durante la prossima assemblea l’unico modo per risolvere il problema a noi sembra è quello di ripetere le elezioni, sia dei consiglieri sia dei sindaci. Anche per evitare che la richiesta di un amministratore giudiziario, già presentata in Tribunale di Roma da alcuni consorziati (già notificata al Cda, ma tenuta riservata)  abbia successo. 

Nella foto, Valerio Pagano, uno dei tre sindaci, candidato a occupare part-time la poltrona del direttore del Consorzio, Fabrizio Forlini.