Bisogna cambiare tutto perché nulla cambi

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Il Consorzio ha inviato oggi ai consorziati gli estratti di una lettera di Roma Capitale, e non il testo integrale, interpretando a proprio piacimento il pensiero del Comune, che lascerebbe privato e chiuso il comprensorio dell’Olgiata per sempre. Si tratta di un impegno fermo, come vuol far credere il presidente scaduto del Consorzio, Giuseppe Bernardi, o semplicemente di un “wishful thinking”? 

Cominciamo con il dire che la lettera proviene dagli uffici dell’Amministrazione capitolina e corregge le inesattezze della lettera del febbraio del 2018, con la quale aveva risposto alla missiva del Consorzio in cui quest’ultimo annunciava di aver ottenuto gratuitamente le strade del comprensorio dalla Sales sud, pretendendo la fideiussione per l’area a parcheggio che la società del costruttore Pulcini si era impegnata a realizzare per ottenere le concessioni edilizie ottenute all’inizio degli anni novanta. 

La nuova lettera del Consorzio non si pronuncia sull’arbitraria modifica della Convenzione del 2004 stipulata con la Sales sud invece che con Parsitalia, non allunga i termini della proroga per la consegna delle infrastrutture che scadono al 15 dicembre 2020 (ribaditi nella lettera del febbraio dello scorso anno e in quest’ultima) né tanto meno modifica l’art.12 della Convenzione del 1968 che stabilisce: ”qualora non sia possibile addivenire, nei tempi e termini previsti, alla stipula dell’atto di cessione delle opere, queste passeranno di diritto nella piena proprietà e disponibilità del Comune …alla scadenza della presente convenzione per quanto riguarda il comprensorio privato”. D’altra parte l’obbligo è perfino scritto nello Statuto del Consorzio che all’art.3 così recita: “Per le opere ed impianti per i quali è prevista, a norma della citata Convenzione la consegna al Comune, i compiti di cui sopra saranno svolti dal Consorzio fino al giorno di tale consegna”. 

Il Comune non si “rimangia” affatto la lettera del febbraio 2018 in cui afferma: ”Si ritiene utile rammentare l’obbligo a carico dei soggetti convenzionati di realizzare e cedere all’Amministrazione le opere di urbanizzazione primaria e secondaria elencate nell’art 3 della Convenzione”. In sintesi, la nuova lettera del Comune prende atto che la fideiussione per il parcheggio non spetta al Consorzio ma alla Sales sud e scrive che è disposta a prendere conoscenza di eventuale altra documentazione connessa alla transazione dei terreni  che il Consorzio, oggi ci fa sapere, non esiste. 

La parte più interessante della lettera è proprio questa e giustamente l’avvocato Bernardi la sottolinea.  La riportiamo integralmente: “ l’accertamento puntuale delle implicazioni discendenti dalla stipula degli atti di transazione in oggetto – effettuabile anche grazie alla conoscenza di accordi, scambi di documentazione e quanto altro possa aver integrato detti atti di transazione dei quali codesto Consorzio vorrà informare lo scrivente ufficio – è condizione necessaria non solo per poter procedere ad un’ordinata prosecuzione delle attività preordinate alla cessione e/o alla consegna dei beni che devono essere ancora trasferiti all’Amministrazione, ma anche per poter avviare una mirata e specifica attività istruttoria finalizzata a verificare la possibilità di definire un regime giuridico e/o una forma di utilizzazione delle attrezzature e delle aree  a verde presenti all’interno del comprensorio privato dell’Olgiata che tenga conto della sua singolarità e della specifica situazione nella quale si trovano i beni in essa ubicati” .

Il Comune si dich,iara, quindi disposto a verificare la possibilità che una volta ottenute le infrastrutture e le aree a verde le possa concedere in gestione al Consorzio considerato che esse si trovano nel “comprensorio privato dell’Olgiata” e in una situazione “singolare e specifica”. Una frase che può voler dire tanto o anche molto poco, a seconda di come la si vuole interpretare. Da questa frase l’avvocato Bernardi ci fa sapere che sarebbe possibile fare un accordo in base all’art 11 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (e non della legge 214/90 che lui cita). Questa legge semplicemente dà la possibilità agli enti pubblici di fare accordi con privati purchè non danneggino i terzi.

Ma di quale accordo stiamo parlando? Undici anni fa il Comune (con una delibera all’unanimità del Consiglio comunale) era disponibile a concedere un accordo di 90 anni a fronte di una serie di lavori che il Consorzio si impegnava a realizzare, oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture. Ora cosa chiede il Consorzio? Nessuno ne parla, tranne a dire che nulla deve cambiare. Ma per parafrasare il Gattopardo bisogna cambiare tutto affinché nulla cambi! L’avv. Bernardi o chi lo sostituirà dovrà chiedere ai consorziati cosa sono disposti a fare per mantenere chiuso e privato il Consorzio e non attendere passivamente che il Comune faccia il primo passo. Perché il primo passo che il Comune sta per compiere è di prendersi tutto, mettendo in forte pericolo il nostro comprensorio privato e l’esistenza dello stesso Consorzio (9.continua).

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