Bernardi sceglie un ingegnere per il Consorzio ma non è quello eletto

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L’ing. Giovanni Godano è il nuovo consigliere del Cda del Consorzio Olgiata. Ne dà notizia oggi il presidente del Consorzio, avv.Giuseppe Bernardi che con l’occasione ringrazia, tardivamente, l’ing. Luciano Franzitta per l’opera prestata a favore del Consorzio. La cooptazione dell’ing. Godano segue, infatti,  le dimissioni dell’ing. Franzitta. 

Così come qualche anno fa l’avv.Bernardi aveva fatto con la dott.ssa Paola Villa, la cooptazione non ha seguito la logica di nominare il primo dei non eletti da parte dell’assemblea del Consorzio, contrariamente a quanto era avvenuto alcuni anni prima da parte dell’ex presidente del Consorzio Maurizio Munno (a torto definito un dittatore), il quale aveva avuto il coraggio di cooptare un esponente dell’opposizione, il dott. Carlo Cosma. 

Ma chi è l’ing. Godano e cosa significa per gli equilibri del Consiglio di amministrazione del Consorzio? Bernardi ha diffuso un curriculum dell’ing Godano, consorziato dal 2001, da cui si apprende l’età (59 anni), che si è  laureato brillantemente all’università La Sapienza, che è stato dipendente di Snam Progetti, Metropolitana Milanese e attualmente dell’ANAS. 

Non sembra avere, tuttavia, alcuna esperienza di consigli di amministrazione. Godano può vantare, però, una vasta esperienza di opere pubbliche. Non a caso egli aveva criticato, per esempio, il brutto guarderail utilizzato per la riparazione della frana sulla strada A. Chi lo conosce ritiene che egli difficilemente avrà il tempo di seguire eventuali lavori, come hanno fatto i consiglieri Franzitta e Foschi nel corso dei loro mandati. Era proprio necessario chiamare, quindi, un ingegnere nel Cda del Consorzio visto che già nel consiglio siede l’ing. Pierandrea Felici? 

Se proprio si cercava un ingegnere, non poteva essere preso in considerazione il primo dei non eletti, overo l’ing. Claudio Carnevale,  che come esperto di telecomunicazioni e sicurezza avrebbe potuto dare un contributo importante proprio su questi spinosi argomenti? Come non pensare, quindi, che la scelta sia frutto della paura di avere in consiglio qualcuno non allineato e addirittura un pericoloso concorrente per la guida del Consorzio nel dopo Bernardi? Come non pensare, in definitiva, che la scelta sia stata indicata dalla “zarina del Consorzio”, che spera di essere incoronata nel Cda del 2022?