Bernardi ritarda l’assemblea per assicurarsi un terzo mandato

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Sabato scorso si è svolta l’assemblea del Golf Club dell’Olgiata che ha approvato il bilancio consuntivo dello scorso anno e quello preventivo del 2019, che vedrà a metà ottobre l’organizzazione dell’Open d’Italia, un evento internazionale che potrebbe portare all’Olgiata tra le 30 e le 40 mila persone nel giorno della finale. Venerdì scorso si è svolta la riunione del Cda del Consorzio, ma non è stata neppure discussa la data dell’assemblea annuale, che prevede l’elezione del Consiglio di amministrazione del prossimo triennio. Pare che mancassero diversi consiglieri e il presidente Bernardi ha preferito far slittare la decisione. Ma come mai l’avvocato che punta a guidare il Consorzio ancora per un triennio e che sta facendo raccogliere le firme per modificare lo statuto del Consorzio se la prende così comoda? 

Secondo quanto risulta a Olgiata Nostra i firmatari della richiesta per l’assemblea straordinaria sarebbero meno del previsto e alcuni consorziati si sarebbero resi conto di aver firmato senza essere stati informati di come stanno veramente le questioni consortili, dalla cacciata del direttore tecnico per la sicurezza Giovanni Caputo ai rapporti con il Comune, che questo sito ha documentato recentemente. 

Malgrado il palese insuccesso di questo Cda a delineare una soluzione accettabile sul futuro dell’Olgiata, le carenze gestionali nella gestione tecnica del comprensorio e la scarsa trasparenza nelle gare di appalto, lamentata perfino da alcuni consiglieri che nel tempo si sono dimessi, il duo Bernardi-Felici ritiene di doversi “spendere” ancora per tre anni per “salvare l’Olgiata”! Ma gli “indispensabili” che guidano l’Olgiata sono veramente indispensabili? Diversi consorziati lo credono, e si sono affrettati a mettere la firma su fogli anonimi che sono stati fatti circolare nelle scorse settimane e che ancora circolano. Altri, e sicuramente sono la maggioranza, non solo non intendono modificare lo statuto per ingraziarsi il condottiero di turno, ma non ritengono neppure che ciò sia auspicabile. All’Olgiata ci sono molte persone capaci che possono fare perfino meglio, ma spesso sono schive, ”scottate” da precedenti esperienze, o semplicemente hanno paura di “mettersi contro” quello che appare il potere dominante. 

Eppure, mai come in questo momento c’è la necessità di difendere i propri interessi, senza dare deleghe a nessuno. Bisogna però informarsi, soprattuto tramite le associazioni (chi lo desidera può inviare un’email a questo sito), e partecipare in prima persona alle riunioni consortili. 

Bernardi e Felici continuano a fare campagna elettorale grazie ai lavori eseguiti negli ultimi anni (dalla sicurezza del comprensorio alla strada panoramica sulla strada B) e non parlano del loro flop più clamoroso (un accordo con Roma capitale per tenere chiuso il comprensorio dopo il 15 dicembre 2020). Ritardano, quindi, la convocazione dell’assemblea nel tentativo di “mantenere la poltrona”, magari tentando qualche alleanza dell’ultimo momento, ma rischiano di essere travolti dall’indifferenza di molti e dalle proteste di moltissimi.  

La prossima assemblea si preannuncia davvero incandescente, se non verrà accantonata l’idea di cambiare lo statuto per far continuare a comandare i soliti noti.


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