Bernardi convoca un’assemblea unica per il 25 maggio, ma l’opposizione non resterà a guardare

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Ci sarà un’unica assemblea, straordinaria e ordinaria, sabato  25 maggio per decidere chi dovrà guidare il Consorzio Olgiata nel prossimo triennio. Lo ha deciso il Cda guidato dall’avv. Giuseppe Bernardi riluttante a lasciare la poltrona dopo due mandati, come prevede l’attuale Statuto del Consorzio. Ad appoggiare Bernardi, vi sono Felici, Bianchini e Franzitta, che non hanno fatto mistero di essere disposti a “servire” l’Olgiata per un altro triennio. Sicuramente non si candideranno Musina Cremonesi e Chiara Bigolin, la prima perché in dissenso con la modifica statutaria oltre che per motivi personali e la seconda solo per questi ultimi. Dovrebbe far parte della squadra invece Rosaria Marino, appoggiata da Luigi Scotolati, presidente di Olgiata Sport. 

Nella nuova squadra non ci sarebbe posto per Cristiano Barbarossa, ex presidente di ProOlgiata, da sempre in dissenso con l’attuale dirigenza, che però potrebbe correre con l’opposizione, quando quest’ultima deciderà di confrontarsi. La notizia certamente attesa dimostra la “testardaggine” dell’attuale presidente, che pur avendo subìto una bocciatura non più tardi di un anno fa, vuole riprovarci. Addirittura senza portare lo “straccio di accordo” con il Comune di Roma, promesso l’anno scorso in assemblea. Anzi, dopo aver dimostrato di non essere in grado di concludere un’intesa con il Comune di Roma e di averla probabilmente pregiudicata con la provocazione della lettera del Consorzio del febbraio dell’anno scorso, cui il Campidoglio ha risposto per le rime recentemente. 

E lo fa da par suo, con una “trappola” giuridica. Convocando l’assemblea straordinaria e ordinaria in un’unica adunanza, egli “aggira” l’ostacolo del quorum previsto per la straordinaria in seconda convocazione, pari a una presenza di almeno 333 mila carati. In pratica chi vorrà partecipare all’assemblea ordinaria per scegliere i nuovi candidati per la guida del Consorzio dovrà iscriversi pure alla straordinaria, dando la possibilità alla maggioranza relativa che questo Cda pensa di avere di modificare lo Statuto. Per un terzo mandato, o a vita?  Nel momento in cui scriviamo non si conosce infatti il dettaglio della proposta di modifica  dello Statuto.

Come risponderà a Bernardi e Felici l’opposizione, che oggi appare più ampia e compatta che mai? La parola d’ordine sembra essere quella di disertare l’assemblea per dissinescare la “trappola”. Ma è una scelta intelligente? A prima vista appare una mossa codarda, per evitare il confronto in assemblea, ma potrebbe essere la decisione migliore se si volesse fare buon viso a cattivo gioco. Infatti se lo “sciopero” dei consorziati costringesse Bernardi e Felici a buttare la spugna e ad appoggiare un consiglio “fantoccio”, con consiglieri da loro appoggiati e per lo più di nessuna esperienza, la mossa finale dell’opposizione potrebbe essere quella di raccogliere 100 mila firme per far dimettere il Consiglio e rieleggerne uno nuovo, senza il trauma delle modifiche statutarie. E quindi potrebbe accadere che il 25 maggio invece di vedere accorrere molti consorziati all’assemblea per salvare il vecchio Consiglio potremmo assistere a un’assemblea solo ordinaria, e con la più bassa partecipazione che si sia mai vista all’Olgiata.