Bernardi batte Felici. Esce De Micheli. Munno verso l’azione di responsabilità

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Risultati dell’assemblea del Consorzio quasi definitivi : 274 presenti in assemblea (rappresentanti 1086 consorziati)con 583.389 carati su 1milione. Uno su cinque! Gli aventi diritto erano 2278 consorziati. Molte deleghe “fotocopia”. Eletta tutta la squadra di 9 membri dell’avv.Bernardi con queste preferenze: Bernardi (465.883 carati)seguito da Marino e poi da Caruana,Bianchini,Marano,Bigolin,Felici (362.720),Franzitta, Cremonesi. Il presidente uscente supera di oltre 100mila carati il vice presidente! Il magistrato Paolo Taviano primo dei non eletti. Secondo non eletto e primo dell’opposizione Claudio Carnevale. A seguire, Giammarco Altarocca,Michele Montesoro,Paola Villa, Giovanni Caputo, Valerio Pocek, Arnaldo Veggi ed Emanuele Anzoino. Infine, Silvestri e Cursio con circa 3000 carati. Per la mozione n.1 ( relazione sui rapporti con il Comune) : Sì (83,89%) No (12,01%) . Per   il voto n. 2, modifica statutaria dell’art.15 dello Statuto ( terzo mandato): Sì (80,39%) No (16,29%). Per il voto n.3 (relazione del Cda sul bilancio 2018) : Sì (62,30) No (12%). Per il voto n.4 (esame preventivo di spesa 2019): Sì (61,38%) No(13,39%). L’azione di responsabilità nei confronti dell’ex presidente Maurizio Munno (ultima votazione) è stata approvata con il 43,19% dei voti. Contrari il 26,67% .Il resto,29,17% schede nulle o non usate.Ma lo spoglio delle schede è ancora al 70%. Un’altra sorpresa è rappresentata dal voto sui sindaci(al n.8 dell’odg) :esce De Micheli (più volte critico verso Bernardi) ,ed entra Alati, che affianca Pagano e Scordo (lo spoglio però è all’80%).  Questi sono i dati diffusi nel pomeriggio di domenica dal Consorzio che possono considerarsi quasi definitivi.

“I consorziati si sono affidati a chi pensano possa meglio risolvere il problema con il Comune di Roma, ovvero lasciare chiuso il comprensorio dell’Olgiata”. Così ha commentato l’esito dell’assemblea di oggi l’ex presidente del Consorzio Alberto Corrias. In effetti l’avv. Giuseppe Bernardi ha dedicato la prima mezz’ora dell’assemblea a una serie di “certezze” che la maggioranza dei presenti ha accolto con soddisfazione. Vediamole:1) l’assessore all’Urbanistica ha avviato un tavolo tecnico;2) in base alla legge del 2016 sui contratti pubblici può essere affidata la manutenzione al Consorzio per tutta la sua durata (2100); 3) il Comune non si vuole prendere le infrastrutture;4) Consorzio e Comune hanno interessi collimanti;5) il problema (della scadenza della proroga della Convenzione) non è del Consorzio, ma del Comune; 6) alla fine del 2020 non succede niente; 7) ove si volesse prendere le infrastrutture il Comune dovrebbe farci una causa che durerebbe tanti anni; 8) il Consorzio farà una proposta e il Comune l’accetterà!  

Ma le cose stanno veramente così? Per l’arch. Arnaldo Veggi, candidato dell’opposizione con Amici dell’Olgiata, ”i problemi sono tutti nostri”. Paola Villa, vice presidente dell’associazione Olgiata Nostra, pure candidata dell’opposizione all’attuale Cda, ha osservato che le enunciazioni del presidente Bernardi sono solo belle parole. ”Non esiste alcun atto” che le convalidi. Anzi esistono due lunghe lettere che chiedono al Consorzio di consegnare le infrastrutture entro la fine dell’anno prossimo. Diego Curzio, consorziato e rappresentante di Fratelli d’Italia ha spiegato che non si può concludere nulla senza una delibera politica e quindi non va stigmatizzata l’iniziativa dei consiglieri del suo partito che hanno messo all’odg della Commissione Urbanistica la convenzione dell’Olgiata, grazie alle sollecitazioni dell’arch. Veggi. E qui è appena il caso di dire che non è un bel segnale che per due assemblee consecutive non si sia materializzata la presenza del presidente del Municipio XV Stefano Simonelli, anche se ha mandato un caloroso saluto. 

Chiuso questo dibattito, il consigliere Cristiano Barbarossa, ex presidente della Pro Olgiata, si è dissociato dalla richiesta del Cda uscente di ricandidarsi per un terzo mandato attraverso una modifica statutaria ad hoc approvata nella stessa assemblea. L’ha definita una “decisione rischiosa”, evidentemente pensando a una possibile impugnativa giudiziaria che potrebbe portare un amministratore giudiziario alla guida dell’Olgiata. E ha osservato:“Prima ancora che venisse modificato l’art.15 dello Statuto, che prevede due mandati, cinque consiglieri si sono candidati attraverso il periodico La Quercia”. E non solo, ha aggiunto il presidente di Olgiata Nostra, Enrico Morelli: “I cinque consiglieri sono stati inseriti tra i candidati in violazione delle disposizioni sullo svolgimento dell’assemblea decise con l’atto di convocazione dello stesso presidente Bernardi”. Con questa obiezione ed altre contenute in una lunga diffida che Olgiata Nostra pubblicherà domani, il coordinatore della squadra Amici dell’Olgiata, avv. Michele Montesoro ha contestato l’illegittima applicazione delle regole facendole mettere a verbale. La diffida è stata firmata da una ventina di consorziati. La dott.ssa Paola Villa ha poi ricordato che il doppio mandato è “un limite congruo e democratico. Elevarne il limite a nove anni va contro i nostri interessi. Favorire il ricambio è una regola democratica”. “L’alternanza è il sale della democrazia”, ha aggiunto il dott. Giammarco Altarocca della squadra Amici dell’Olgiata. Ma la maggioranza dei presenti ha dimostrato di preferire cibi insipidi e ha votato sì al terzo mandato con 463.857 carati contro  94.400 no, cifre dichiarate da Bernardi ma leggermente salite al conteggio finale.

Si è, poi, passati all’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo. Il vice presidente Pierandrea Felici ha criticato “il tasso di morosità elevata” che, tuttavia, non ha portato finora alla rottamazione dei crediti, ha precisato il consigliere Roberto Bianchini. Il dott. Giammarco Altarocca ha messo in rilievo l’elevata morosità e il forte aumento dell’esposizione verso i fornitori (circa 300mila euro in più nell’ultimo anno). Il dott. Morelli ha quantificato lo squilibrio finanziario, oggi coperto dalla liquidità del tfr e dalle quote consortili pagate anticipatamente. Una coperta che diventa sempre più stretta. Se nel 2016 la mancanza di liquidità era pari a 370.0340 euro, alla fine del 2018 era salita a 682.476 euro! In parte fronteggiata con uno scoperto bancario. Felici ha quindi riferito che nei primi mesi di quest’anno sono stati recuperati vecchi crediti per 100mila euro. Successivamente però l’avv. Bernardi ha aggiunto che sul Consorzio è caduta una “tegola” da 170mila euro (il pagamento dei danni subiti dall’allagamento della villa di un consorziato per la mancata copertura di una polizza stipulata dall’ex presidente del Consorzio, Maurizio Munno).Un altro buon motivo per l’azione di responsabilità proposta dal Cda nei confronti di Munno (nei confronti dei quali potrebbe pendere una richiesta di risarcimento danni intorno ai 400mila euro, secondo una stima dello stesso Bernardi). Si è passati quindi alla presentazione dei candidati e in particolare alle opportunità che si presentano per il Consorzio in campo energetico, ovvero alla smart city di cui è grande esperto il dott. Claudio Carnevale. Su questo tema e in particolare sul piano di illuminazione delle strade private l’avv.Bernardi ha preannunciato un’apposita assemblea. Si è parlato anche dei ritardi dell’apertura del terzo varco, che però dovrebbe essere imminente, e molto poco delle criticità del piano sicurezza che per il momento lascia la maggioranza soddisfatta per la mancanza di furti (negli ultimi sei mesi ci sarebbero stati solo pochi tentativi, tutti fronteggiati).   Alla fine l’assemblea si è chiusa con un intervento al contenimento della spesa da parte del prof. Felice Ancora che pure ha dimostrato il suo disappunto per il sistema ipermaggioritario dello Statuto del Consorzio, che consente con un pugno di deleghe di gestire il comprensorio lasciando a casa circa la metà dei consorziati (che lasciano il libero arbitrio ai raccoglitori di deleghe) e che chiude la bocca anche all’opposizione, oggi per lo più rappresentata solo da Olgiata Nostra. 

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