A quanto ammonta la vera pressione “fiscale” del Consorzio?

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Nel precedente articolo sul preventivo del bilancio 2020 avevamo parlato di uno “strano” utile di bilancio per l’esercizio 2019, pari a 218.502 euro prima delle imposte. Al netto delle imposte l’utile si riduce a 142.616 euro, che è stato accantonato a riserva e quindi è andato a incrementare il patrimonio netto del Consorzio. Una decisione che il Collegio sindacale non poteva non vedere con favore, come si può rilevare dalla relativa relazione allegata. Ma come è stato conseguito l’avanzo? Semplicemente con l’incasso di quote superiori all’anno precedente per 228.639 euro con un incremento quindi della “pressione fiscale” del Consorzio del 6,08%. E come sarà conseguita la sbandierata riduzione della ”pressione” del Consorzio nel 2020, che addirittura sarebbe pari al 7,8%?  Semplicemente riportando la spesa a quella del 2018!  Più precisamente non a 3.760.000 euro, bensì a 3.694.770, con un risparmio di 75.230 euro, ovvero meno del due per cento rispetto all’esercizio 2019, quando le quote richieste furono pari a 3.988.639 euro. Non si capisce perché il presidente del Consorzio, Giuseppe Bernardi, continui a fare propaganda sul bilancio 2020 comunicando di avere istituito una commissione per la riduzione della spesa e minacciando la pubblicazione dei nomi dei morosi. La gestione delle morosità lascia anzi molto perplessi. La decisione di cedere i crediti (quelli più recenti, dal 2016 al 2018) alla società AFTC, di cui non conosciamo i costi, ha portato al recupero di circa la metà dell’ammontare vantato (il 52,12% di 490mila euro). Anche il costo del legale interno (pari a circa 41 mila euro) appare non solo sensibilmente cresciuto rispetto all’anno precedente ma anche di poco inferiore al valore dei crediti recuperati (circa 45 mila euro). La nota integrativa al bilancio 2019 ci comunica, poi,  che il contenzioso del Consorzio alla fine dello scorso anno era pari a 721.790 euro mentre il fondo svalutazione crediti si attestava a 150mila euro. E ciò a fronte di crediti pari a circa 500 mila euro fino al 2016 e al doppio negli ultimi tre anni, non incassati alla fine dello scorso anno.

Il bilancio è comunque una fonte preziosa e quasi unica di informazioni per i consorziati, considerato che i verbali del Cda continuano a rimanere segreti, malgrado le promesse, e che il Cda ha recentemente perfino impedito di cooptare in Consiglio il primo dei non eletti (facente parte dell’opposizione). Quali sono le notizie che rivela il bilancio? Innanzitutto la buona riuscita del sistema di sicurezza che è costato 1,5 milioni di euro circa, azzerando i furti nel nostro comprensorio. E’ questo il miglior risultato dell’attuale gestione, che ormai dura da sette anni ed è frutto delle continue sollecitazioni dei residenti e delle associazioni sul territorio, Olgiata Nostra e Pro Olgiata. Il bilancio ci dà purtroppo anche una notizia cattiva, cioè la sostituzione dell’impianto irriguo a nostre spese in quanto il contenzioso giudiziario con Parnasi, dopo alcuni decenni, non ha dato i frutti sperati. Il costo dell’intero progetto, che comporta l’eliminazione dei tubi in eternit, si aggirerebbe sugli otto milioni di euro che con una gestione in proprio dei lavori sarebbe possibile contenere in cinque milioni. C’è chi sostiene però che basterebbe intervenire su circa la metà dell’impianto (quello a quota più bassa, a rischio rottura per effetto della pressione dell’acqua) per non dovere  sostituire tutti i tubi in Eternit. I costi così potrebbero dimezzarsi. Ma prima di effettuare nuovi investimenti pensiamo sia saggio vedere come va a finire la questione della cessione delle infrastrutture al Comune di Roma. Negli ultimi sette anni della gestione Bernardi, con il fattivo contributo di consiglieri come Felici, Franzitta, Cremonesi e Bianchini, il comprensorio è stato molto valorizzato con il piano sicurezza, il terzo varco, il passaggio pedonale sulla strada B, la diffusione della fibra ottica e l’estensione dell’illuminazione nelle strade buie. Compresi i lavori per la frana, i consorziati hanno speso in più circa 2 milioni di euro. Il Consorzio sembrava recentemente di aver chiuso anche il contenzioso con la società Olgiata Sport che gestisce il Country, ma recentemente non ha onorato il pagamento della transazione per circa 24mila dei 61 mila euro previsti e stranamente interamente annotati in bilancio! Così la lite è ripresa in Tribunale. (2. Continua).